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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
Articolazione atlo-occipitale

L'articolazione atlo-occipitale è una diartrosi di tipo condiloideo che si stabilisce tra i condili dell’osso occipitale e le cavità glenoidee che si trovano sulla faccia superiore delle masse laterali dell’atlante. Le superfici articolari dei condili occipitali sono allungate con il maggior asse obliquo da dietro in avanti e dall’esterno all’interno; esse guardano in basso, in avanti e lateralmente. Le cavità glenoidee dell’atlante corrispondono ai condili per dimensioni ed orientamento. In ciascuna delle due articolazioni atlo-occipitali i mezzi di unione sono dati dalla capsula articolare e dalle due membrane atlo-occipitali anteriore e posteriore.

-  La capsula fibrosa si fissa sul contorno delle superfici articolari e risulta più ispessita lateralmente.

-  La membrana atlo-occipitale anteriore si attacca, in alto, sul contorno anteriore del foro occipitale e, in basso, sul margine superiore dell’arco anteriore dell’atlante; la faccia anteriore di questa membrana è rinforzata, sulla linea di mezzo, da una benderella fibrosa che rappresenta l’origine del legamento longitudinale anteriore.

- La membrana atlo-occipitale posteriore, più sottile della precedente, va dal contorno posteriore del foro occipitale al margine superiore dell’arco posteriore dell’atlante; è perforata dall’arteria vertebrale e dal 1° nervo cervicale.

RAPPORTI TRA OCCIPITE ED ATLANTE

-tra occipite ed atlante, nel movimento di flessione laterale, esiste una libertà di movimento di al massimo 5 gradi
-tra occipite ed atlante, nel movimento di rotazione,esiste una libertà di movimento di al massimo 4-5 gradi (molti affermano che non esista movimento)
-questi movimenti sono riscontrabili in misura minima durante i movimenti attivi.

collegamenti
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I collegamenti tra l'osso occipitale e la I-II vertebra cervicale


1 - legamento alare;
2 - l'osso occipitale;
3 - condilo occipitale;
4 - dell'articolazione atlanto-occipitale;
5 - processo trasverso dell'atlante;
6 - massa laterale dell'atlante;
7 - legamento crociato dell'atlante;
8 - giunto atlantoosevoy laterale;
9 - Corpo II vertebra cervicale

Atlante
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Anatomicamente, l'atlante è una vertebra anomala: si differenzia dalle altre per la sua forma a ciambella. Grazie alla sua particolare configurazione, l'atlante può articolarsi con la vertebra sottostante in maniera unica: l'epistrofeo infatti è caratterizzato dal suo “dente”, un processo verticale che agisce da asse attorno a cui l'atlante ruota, come una porta su un cardine.
In virtù di queste sue proprietà, è proprio in questa articolazione che avviene circa il 40% della rotazione cervicale1 : ogni volta che giriamo la testa, dunque, quasi la metà del movimento viene effettuato tramite una sola articolazione.
Si può quindi immaginare come una disfunzione articolare (sublussazione)possa influire sulla capacità di muovere il collo. Una sublussazione dell'atlante può inoltre causare dolore: numerosi sono gli studi che hanno confermato come l'origine di molti casi di cefalea, incluse emicranie e cefalee a grappolo, si trovi proprio nelle articolazioni dell'atlante 2, quando esse risultino infiammate a causa di una sublussazione.

Inoltre, è stato dimostrato che episodi di sciatica e sintomatologia negli arti inferiori3, vertigine4 e svariate disfunzioni non- muscolscheletriche5 sono correlate a deficit neurologici nella area cervicale alta, ovvero a livello dell'atlante: i dolori e le disfunzioni possono essere ben lontani dalla loro zona di origine.

La ricerca e l'evidenza clinica ci dimostrano che il riposizionamento dell'atlante nella sua posizione corretta è risolutivo per questi problemi.
E' dunque ai livelli neurologico e biomeccanico che la corretta posizione dell'atlante si rivela di fondamentale importanza per la salute ed il benessere umani.

Funzione
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FUNZIONE CEFALOFORA


Assicurare sostegno e stabilità del capo.Il centro di gravità del capo è posto a metà della linea nasion-inion,
dietro la sella turcica su una linea trasversale posta sopra e davanti ai due condotti uditivi esterni.
Il grande forame occipitale tende a diventare orizzontale e parallelo a questo piano e in questa posizione di equilibrio l’asse della visione fa un angolo di 30° verso il basso, la colonna cervicale è inclinata in avanti in protrazione, con un equilibrio interappoggio di 1° ordine centrato sulla cerniera occipitoatlantoidea e con bracci di leva equivalenti.I muscoli posteriori della nuca intervengono per mantenere questo equilibrio.

FUNZIONE OCULOCEFALOGIRA


La funzione oculocefalogira dipende dalle vie associative dei nuclei oculomotori III, IV, VI e XI (che innerva i muscoli trapezio e sternocleidomastoideo), e dai recettori propriocettivi muscolari.
Il senso di posizione cefalico (SPC) rappresenta la propriocettività cervicale con conseguenze su tutta la postura e spesso dopo un trauma cervicale è alterato.

FUNZIONE DI FLESSIBILITÀ-DINAMICA


Ricordiamo che molti autori distinguono un rachide cervicale superiore (C1-C2) e un rachide cervicale inferiore (C2-C7), differenziati anatomicamente e funzionalmente.
Il rachide cervicale superiore può effettuare movimenti di flessoestensione (30°), inclinazione laterale (8°) e rotazione (5°) associata a una inclinazione.
Il rachide cervicale inferiore compie movimenti di flesso-estensione (100-110°) e, a causa dell’orientamento delle faccette articolari, movimenti misti di inclinazione-rotazione (50° rotazione, 25-30° inclinazione), compensati dal rachide cervicale superiore per ottenere una rotazione pura o un’inclinazione pura della testa.

FUNZIONE DI PROTEZIONE DELLA VASCOLARIZZAZIONE DELL’ENCEFALO


Le arterie carotidi interne e le arterie vertebrali provvedono alla vascolarizzazione del tronco encefalico e dell’encefalo.
La rotazione del rachide cervicale dai 30° ai 50° provoca un arresto della circolazione nell’arteria carotide interna, compressa dalla massa laterale di C1 del lato opposto e dell’arteria vertebrale controlaterale a livello della sua curva sigmoide. Questo fenomeno è abitualmente compensato dalle anastomosi del poligono di Willis e dalle due arterie vertebrali nel tronco basilare.
Le arterie vertebrali sono protette nel canale trasversario, tuttavia, movimenti, come traumi e manipolazioni, possono avere conseguenze pericolose sulla vascolarizzazione con il rischio di ischemia acuta (sindrome di Wallenberg), soprattutto se una delle arterie vertebrali è ateromatosa.

FUNZIONE DI PROTEZIONE MECCANICA DELLE STRUTTURE NERVOSE


Il midollo spinale è contenuto nell’astuccio durale, dove rimane ancorato grazie ai legamenti dentati e alla relativa stabilità dei nervi nei forami intervertebrali. I forami intervertebrali sono orientati in avanti e in fuori di 60°, si allargano nella flessione e si restringono nell’estensione.
Inoltre, l’inclinazione laterale e la rotazione (manovra di Spurling) possono comprimere i nervi rachidei nella stenosi laterale del forame dovuta a uncoartrosi.
Il nervo di Arnold, branca posteriore di C2, ha una particolare fragilità nei traumi in estensione, perché il ganglio di C2 è in contatto con l’articolazione C1-C2 e il nervo in seguito effettua un percorso complicato attraversando il muscolo obliquo inferiore da sotto, il muscolo semispinale e la porzione fibrosa del trapezio.

TAARD

La sublussazione rotatoria atlanto-epistrofea postraumatica pura (TAARD) è conosciuta causa di torcicollo nel bambino, ma estremamente rara nell’adulto. Scopo del nostro studio è di descrivere tre casi di TAARD nell’adulto.

L’articolazione C1-C2 è la più complessa e difficile da analizzare nella colonna vertebrale.

La sua funzione principale è quella di facilitare la rotazione della testa.
Tra l’atlante e l’epistrofeo vi sono tre articolazioni: le due faccette articolari, e l’articolazione atlanto-odontoidea, unica in tutta la colonna. Questo complesso di tre articolazioni è stabilizzato in senso antero-posteriore dal legamento trasverso e dalle capsule articolari. I legamenti alari prevengono uno scivolamento anteriore dell’atlante sull’epistrofeo, ed eccessiva rotazione dell’articolazione atlanto-odontoidea. Il meccanismo anatomo-patologico che sta alla base di una sublussazione rotatoria di C1 su C2 è una lesione completa delle capsule articolari delle faccette seguita da sezione completa di entrambi i legamenti alari, ma non del legamento trasverso .
La TAARD è quindi estremente rara nella popolazione adulta, mentre si riscontra con frequenza in pazienti con lassità articolare come i bambini,pazienti con sindrome di Down, di Marfan, artrite reumatoide, sindrome di Grisel, o anormalità congenite atlanto-assiale.
La classificazione più utilizzata per la sublussazione rotatoria C1-C2 (AARD) è quella secondo sistema di
Fielding and Hawking’s (FHS) . Questa si basa sia sull’immagine radiografica della lussazione dell’atlante,
che sull’asse di rotazione. Nella FHS le AARD vengono suddivise in 4 sottogruppi:

1) lussazione rotatoria (RF) senza lussazione anteriore sull’asse del dente dell’epistrofeo.


2) RF con lussazione anteriore dell’atlante di 3-5 mm, con una articolazione laterale come asse della rotazione.

3) RF con lussazione anteriore dell’atlante > 5 mm.


4) RF con lussazione posteriore.


I tipi I e II sono i più frequenti, e i più difficili da riconoscere radiologicamente.

Patrice Malaval