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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
Cervicobrachalgia
Vign_radiografia
Cervicobrachialgia ed ernia del disco cervicale


Cervicobrachialgia significa dolore che origina dal collo e si irradia verso le dita della mano seguendo il decorso del plesso brachiale, ovvero i nervi che collegano il midollo spinale al braccio.

L’ernia del disco è la causa più frequente, ma non l'unica di questo disturbo, consiste in una fuoriuscita del Nucleo polposo oltre l’Anulus fibroso; si definisce dura se la vertebra ha un estroflessione (osteofita) che contribuisce a comprimere il midollo e può dare mielopatia, invece il tipo più frequente è quella molle in cui è interessato solo il disco intervertebrale (detta anche bulging).


Generalmente non sono evidenti fratture vertebrali.

Una protrusione del nucleo polposo che preme sul midollo o sulle radici dei nervi spinali è considerata causa di cervicalgia o lombalgia, anche se la maggior parte dei soggetti a cui è stata riscontrata un ernia del disco, non lamenta mal di schiena, cervicobrachialgia o lombosciatalgia.

Dal rachide cervicale partono i nervi spinali del plesso brachiale che innervano l’arto superiore fino alle dita.


Se il nucleo polposo esce dalla sua sede anatomica e va a comprimere le radici nervose, può causare oltre al dolore terribile e costante, intorpidimento, bruciore, debolezza muscolare e formicolio.

In rarissimi casi i pazienti riferiscono sintomi bilaterali, ma qualcuno avverte pesantezza e debolezza ad entrambi gli arti superiori.

Per indicare le vertebre del collo si scrive "C" seguita dal numero della vertebra partendo dall'alto: (ad esempio C3 è la terza vertebra partendo dal cranio verso il dorso).


Risonanza magnetica della cervicale con erani C5-C6, si nota molto bene la "palla" scura posteriormente alle vertebre inferiori, mentre al di sopra e al di sotto si vede il legamento posteriore.


Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale della cervicobrachialgia è il dolore molto intenso e insopportabile, se è causato dalla compressione della radice spinale si avverte a livello del braccio, della spalla e della parte superiore della scapola, in questo caso si parla di cervicobrachialgia, cioè dolore al collo e al territorio innervato dal plesso brachiale che comprende collo, spalla, braccio, avambraccio e mano.

Il collo è spesso bloccato nei movimenti di rotazione, anche la spalla e il braccio possono avere grosse limitazioni del movimento.

Spesso i pazienti riferiscono di sentire la mano e le dita gonfie e fredde.

I pazienti mi riferiscono di sentire la mano gonfia, anche se in realtà non lo è, spesso riferiscono un formicolio notturno molto fastidioso che li fa svegliare.

I pazienti non sanno come dormire, si girano tutta la notte alla ricerca della posizione che allevi i sintomi e far passare le ore diventa snervante.

In questo caso, oltre alla risonanza magnetica, si può eseguire un elettromiografia, cioè un esame diagnostico che riesce ad analizzare l’attività muscolare a riposo e durante l'attivazione volontaria.


Se si avvertono capogiri o vertigini e cefalea non dipende da un ernia del disco cervicale perché sono sintomi che originano dalle vertebre C1-C2 tra le quali non c'è il disco intervertebrale.

La discopatia cervicale colpisce maggiormente i dischi C4 - C5 e C6 - C7, quindi la base del collo.


Quali sono gli esami strumentali più indicati?

Gli esami strumentali che possono evidenziare questa compressione sono la Tac e la Risonanza Magnetica perchè rilevano anche i tessuti molli, mentre la Lastra o Raggi X mostrano solo le ossa e l'unica cosa che si potrebbe notare è un assottigliamento del disco intervertebrale.

La risonanza mostrerà un ernia discale paramediana dal lato in cui si avvertono i sintomi, se invece la compressione fosse mediana non darebbe questi sintomi unilaterali.

In certi casi l'ernia può interessare anche il nervo vago dando sintomi agli organi che innerva: vie respiratorie, cuore, polmoni, stomaco e intestino, quindi può dare nausea, difficoltà a deglutire e un senso di ansia.

Non bisogna confondere l’ernia con la brachialgia, cioè l’infiammazione del plesso brachiale, anche se hanno gli stessi sintomi e spesso si presentano insieme.


Alcuni pazienti presentano dolore alle spalle, che è di origine cervicale; in certi casi danno informazioni utili per la diagnosi presentandosi in ambulatorio con l'avambraccio sopra la testa perché allevia le fitte dato che diminuisce lo stiramento sulla quinta e sesta radice nervosa cervicale.

Possono anche sostenersi il gomito con un foulard allo stesso modo di chi ha avuto una lussazione della spalla, questo atteggiamento allevia lo stiramento della settima radice nervosa cervicale.


Disco intervertebrale con il nucleo polposo erniato che comprime la radice nervosa dando il dolore irradiato.


Un altra patologia che può dare sintomi simili è la stenosi del canale vertebrale o dei forami vertebrali nei quali passano rispettivamente il midollo spinale e le radici nervose; quando le dimensioni di queste aperture sono minori dei nervi che le attraversano il quadro sarà quello di compressione nervosa come nell'ernia discale.



Cosa fare? Qual'è la terapia più adatta?

La fuoriuscita del disco intervertebrale non è temporanea, la parte erniata non rientra spontaneamente e generalmente neanche con le cure.

Generalmente in 5/6 mesi i sintomi scompaiono perché il nucleo polposo che protrude tende a riassorbirsi, in certi casi però la patologia si cronicizza.

Il trattamento con esercizi  (McKenzie ) “spinge” il nucleo polposo spostato verso la sua sede originaria e quindi contribuisce a ridurre la compressione della radice spinale.

Il disco intervertebrale non ritornerà quello di prima, ma si possono eliminare i sintomi con la fisioterapia o l'osteopatia classica.

E' fondamentale eseguire degli esercizi di rinforzo muscolare dei muscoli della colonna per curare una cervicobrachialgia perché la lassità legamentosa e la debolezza muscolare portano instabilità del rachide.

Chi presenta un ernia non avverte automaticamente dolore, questo invece può essere causato da una brachialgia che si può curare anche con le terapie basate sul calore: laser, massaggio terapeutico e tecar.

La trazione cervicale è una cura che dà sollievo, ma non ci sono studi scientifici che provano l'efficacia in caso di protrusione discale.

Mettere un collare che blocchi l'articolazione non serve ed è controproducente perché aggiunge la rigidità agli altri sintomi.



Nei casi più gravi che fortunatamente non capitano quasi mai, se le terapie fallissero, ci si potrebbe rivolgere al neurochirurgo per l'intervento.

Esistono tre tecniche diverse, la più recente è inserire un disco artificiale (protesi cervicale di Bryan) ed ha il vantaggio di non ridurre la mobilità del rachide cervicale.

Un'altra opzione è la microdiscectomia in cui si rimuove la parte di disco erniata, possibile solo se il disco non è degenerato.

Si può eseguire anche l'unione delle vertebre, questo tipo di operazione però ha conseguenze importanti, infatti la colonna vertebrale cervicale perde parte della sua mobilità.
Patrice Malaval