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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
Termine
Il termine colpo di frusta era stato prima utilizzato da H.E. Crowe nel 1928 per descrivere gli effetti di un’improvvisa forza di accelerazione-decelerazione sul collo e la zona alta della colonna vertebrale toracica, dovuta a forze esterne che esercitano questo effetto a “colpo di frusta”.
Prima che il termine “colpo di frusta” fosse utilizzato, nei paesi anglosassoni si definiva questo tipo di infortunio con l’espressione “spina dorsale a binario” per descrivere i comuni infortuni alle persone coinvolte in incidenti ferroviari verso gli inizi del diciannovesimo secolo (Eck, 2001).
Nel 1995 la “Quebec Task Force on Whiplash Associated disorders” ha ridefinito il termine come “un meccanismo di accelerazione-decelerazione che trasferisce energia al collo, come risultato di un impatto posteriore o di lato, principalmente in collisioni con l’automobile o da altri incidenti.
L’energia trasferita dall’impatto può risultare in infortuni ossei e dei tessuti molli che, come conseguenza, possono portare a un’ampia varietà di manifestazioni cliniche.
Epidemiologia
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Epidemiologia ed Impatto Economico
· Il colpo di frusta è una conseguenza frequente dei tamponamenti d’auto; tale trauma è ritenuto motivo di
oltre 300 su 100.000 richieste di prestazioni di pronto soccorso ogni anno.
· Recenti stime suggeriscono che l’incidenza sia in aumento.
· Una percentuale significativa (fino al 60%) di coloro che hanno subito un colpo di frusta sviluppano sintomi
persistenti che vanno dal dolore lieve al dolore intenso ed alla disabilità.
· Livelli iniziali elevati di dolore e/o disabilità rappresentano l’indice predittivo più affidabile di scarsa capacità
di recupero.
· La maggior parte del recupero avviene nel corso dei primi 3 mesi, trascorsi i quali la condizione tende ad assestarsi su un plateau.
· I costi determinati dal colpo di frusta sono considerevoli, ad esempio in Europa sono stimati intorno ai 10
bilioni di Euro all’anno.
· Il ruolo dei fattori correlati al risarcimento del danno sull’evoluzione dei sintomi è controverso e resta
ancora da chiarire.
colpo di frusta
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Visione Osteopatica del colpo di frusta ( whiplash injuries )

 Il termine colpo di frusta evoca l'immagine dello schioccare di una frusta e designa una serie traumatica di eventi in cui la parte cefalica del corpo, normalmente libera, è improvvisamente immobilizzata rispetto alla parte caudale, relativamente fissa o comunque meno libera.
Se l'espressione di colpo di frusta è ampiamente usata in campo allopatico, si è prodotta una netta distinzione tra l'ottica osteopatica e il senso che le attribuisce la medicina convenzionale.
 Alcuni Osteopati estremi arrivano a sostenere che tutto è colpo di frusta, mentre gli integralisti della medicina allopatica sostengono che il colpo di frusta pertiene esclusivamente al trauma cranico e impiegano la denominazione solo nel caso di pazienti con gravi sindromi post-commotive. Il significato dell'espressione è in continua evoluzione, come si evince dai numerosi studi pubblicati sull'argomento. La visione tradizionale del colpo di frusta fa riferimento ad un'onda d'urto innescata da un trauma e alle sue conseguenze. Il colpo di frusta richiede la presenza di un'accelerazione, cioè di un'improvvisa variazione della velocità. In genere si configurano i seguenti scenari:

 un corpo in movimento subisce un improvviso arresto
 un corpo a riposo è improvvisamente posto in movimento.

Questi fenomeni avvengono quotidianamente nella circolazione automobilistica. L'enorme eterogeneità che caratterizza il tipo d'impatto, la traiettoria e l'accelerazione, rende impensabile trattare tutte le possibili manifestazioni. Nell'approccio Osteopatico tradizionale, quale noi ci riferiamo, si individuano 2 fasi.
 Considerando l'esempio di tamponamenti automobilistici avremo:

 Fase 1: improvvisa accelerazione della metà inferiore del corpo in senso anteriore, con conseguente movimento posteriore della testa, finché essa ritrova l'accelerazione iniziale rallentata dalla sua inerzia.

 Fase 2: movimento anteriore, sferzata in avanti della testa immediatamente successivo alla decelerazione della parte inferiore del corpo. Il fenomeno del colpo di frusta è più intenso se la decelerazione è improvvisa e se frontalmente viene urtato un ostacolo.

Noi riteniamo quindi valida l'opinione degli Osteopati Barral e Croibier che riservano l'espressione colpo di frusta a questa fenomenologia mentre per designare gli effetti generali di altri eventi traumatici sull'organismo bisognerebbe ricorrere ad altre denominazioni.
I quattro tipi di colpo di frusta Secondo la direzione delle forze applicate, si possono distinguere teoricamente vari tipi di colpo di frusta

  posteroanteriore (diretto in avanti)
  anteroposteriore (diretto indietro)
  laterale da destra a sinistra
  laterale da sinistra a destra

Tuttavia nella pratica clinica, nessuno di questi quattro tipi si verifica mai da solo. Una definizione moderna di colpo di frusta può essere la seguente: un’improvvisa accelerazione o decelerazione applicata al corpo umano, che non è preparato a tale evento.

In questo senso il colpo di frusta è definito dal passaggio, rapido e inaspettato. La nozione di corpo impreparato è di primaria importanza per la comprensione del colpo di frusta poiché i circuiti neuromuscolari non sono pronti ad affrontare il meccanismo d’impatto. Si può avere un colpo di frusta anche quando la persona anticipa l’impatto: se cioè l’entità del trauma supera la capacità di protezione del sistema neuromuscolare.

 Le cause comuni di colpo di frusta: 

- incidenti stradali
- saltare inaspettatamente un gradino al buio con conseguente accelerazione verso il basso
- essere intrappolati da una corrente di ritorno mentre si nuota, o capovolti dalle onde 
- saltare in modo scorretto su un trampolino
- giri di giostre che combinano repentini cambiamenti di velocità
- incontrare un vuoto d’aria viaggiando in aereo
- tuffarsi in profondità effettuando un repentino cambio di direzione dopo l’ingresso in acqua, o sbattendo la testa sul fondo.

L’approccio osteopatico a trauma e patologia si fonda sul concetto di un rapporto fisiologico-anatomico che governa l’omeostasi (capacità di trovare un equilibrio interno) e la funzione dell’organismo. Il colpo di frusta deve essere visto come una lesione che colpisce l’intero organismo, per effetto dell’introduzione di energia nel sistema. Esso può alterare l’equilibrio di tutti i meccanismi omeostatici fisiologici e anatomici.

Il danno causato dal colpo di frusta varia da un semplice stiramento muscolare alla frattura ossea, e può comportare la rottura dei legamenti o dei vasi sanguini. I casi più gravi danno luogo a quadriplegia, coma o persino morte per decerebrazione. Più il colpo di frusta è rapido, più è patogeno, e in caso sia estremamente rapido il paziente può avvertire un senso di lacerazione, di torsione interna o di esplosione o implosione endocavitaria. Quest’ultima sensazione è in genere accompagnata da un senso di svuotamento o di assenza. Spesso non vi è alcuna lesione manifesta che può essere documentata. Le variazioni minori rilevate radiologicamente possono non rendere ragione dei sintomi accusati dal paziente.

 Molti pazienti ci hanno riferito il disagio provato nel veder sottovalutati i propri sintomi, il bisogno di sottoporsi a continue valutazioni e di richieste di secondi pareri la difficoltà di ottenere un rimborso dalle compagnie di assicurazione. Questi problemi sottolineano l’importanza dell’approccio osteopatico. L’esame volto a rilevare la perdita di mobilità, limitazioni del movimento, grado di lesione e profondità della restrizione costituisce una componente principale della diagnosi. Vi sono disfunzioni documentabili che non solo consentono di individuare più facilmente il trattamento efficace, ma oggettivano anche i disturbi lamentati dal paziente, ciò che è psicologicamente importante.

Sintomatologia

 Bisogna distinguere tra lesione da colpo di frusta grave e benigna. Il secondo tipo colpisce principalmente i tessuti molli e comprende distorsioni e stiramenti e può non presentare segni immediatamente dopo l’incidente. Durante le prime ore la sintomatologia è irrilevante, a parte alcune reazioni nervose. Dopo alcune ore, la vittima riferisce dolenza e stanchezza, o una rigidità talvolta accompagnata da un senso di nausea. Nei giorni successivi, si è formato un edema sufficiente, la rigidità produce una perdita di mobilità della colonna cervicale, con reazione dolorosa alla semplice pressione sulla massa muscolare. Cefalee suboccipitali accompagnano spasmi muscolari e irritazioni dei nervi cervicali superiori.

 Lesioni più gravi coinvolgono i dischi intervertebrali, le articolazioni e i legamenti interapofisari. I sintomi insorgono più rapidamente. Possono essere presenti dolore, rigidità, torcicollo, algia radicolare, nevralgie segmentali, nausea, vomito, cefalea e manifestazioni psicologiche. Il dolore può irradiarsi ovunque, secondo il tessuto danneggiato. Possono comparire intorpidimento e parestesia delle braccia e delle gambe e, più raramente, paresi muscolare e persino paraplegia. Il paziente tine la testa rigida. I sintomi cefalici possono comprendere vertigini, trilli o ronzii alle orecchie, disturbi della visione, senso di stordimento, ipoacusia, dolori lancinanti nella parte superiore del cranio e segni di danno neurologico. Non è raro notare difficoltà di concentrazione, confusione, disorientamento o persino perdita di conoscenza. A causa dei fenomeni degenerativi cui sono soggette, le persone anziane sono più debilitate dei giovani da un trauma di un certo grado. Nel loro caso i danni possono comparire anche dopo mesi o anni dopo l’incidente.
 In fase di diagnosi articolare vertebrale è possibile dimostrare la presenza di disturbi meccanici a carico dell’asse vertebrale e del torace.
 Nessuna lesione del collo si normalizzerà se occipite sopra, colonna e sacro sotto, non vengono corretti. Il metabolismo dell’organismo non ritroverà una funzione adeguata se la fascia (membrana che avvolge muscoli e organi) resta ristretta e la respirazione interna continua a ristagnare.
 E tutto questo deve essere fatto con molta delicatezza. Se concepiamo il trattamento delle sequele da colpo di frusta unicamente in termini di manipolazione vertebrale, vedremo solo una parte della patologia, e non potremo aspettarci di conseguire risultati permanenti, infatti col tempo è clinicamente riscontrato, insorgono disfunzioni e sintomatologie riconducibili proprio al trauma subito.
 L’originalità e l’efficacia dell’Osteopatia è davvero nella modalità e nel trattamento del trauma del colpo di frusta, infatti con la medicina manuale, in cui le dita del terapeuta ricercano tessuti debilitati allo scopo di rilassarli e ripristinarne il coretto funzionamento. Per offrire la massima efficacia, l’Osteopatia richiede precisione e selettività, le tecniche devono essere eseguite in modo preciso e rapido, usando la forza minima necessaria. Dopo tutto, il trattamento osteopatico mira ad insegnare all’organismo a guarire se stesso ricercando un buon equilibrio funzionale globale. E’il paziente che, in ultima istanza, cura se stesso, non il terapeuta. Per questo ricordiamo ancora una volta l’esortazione di Still in merito alla lesione osteopatia, che riassume l’intero discorso sopraesposto trovala, correggila e lasciala stare.
Sintomi

I sintomi più comuni legati al colpo di frusta sono:

-dolore rigidità del collo

-cefaleadolore alla spalla

-rigidità della spalla

-vertigini

-affaticamento

-dolore alla mascella

-dolore al braccio

-disturbi visi

-vironzio nelle orecchie (acufene)

-mal di schiena

- problemi articulazione tempora mandibulora *

Nei casi più grave e cronici di colpo di frusta i sintomi associati possono includere:

-depressione

-rabbia

-isolamento

-frustrazione,ansia,stress

-tossico dipendenza

-sindrome post traumatica da stress,disturbi del sonno (insonnia)

Trattamento osteopatico
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Trattamento osteopatico

Il trattamento osteopatico è eccellente per curare il colpo di frusta sia in fase acuta che cronica, è comunque bene ricordare vi sarà sempre un trattamento diverso per ogni paziente così come per la sua durata.


Nella fase acuta, che è caratterizzata da una forte contrazione muscolare e da una moderata o seria limitazione di movimento, con i tessuti, che sono spesso edematosi e caldi ed occasionalmente delle ecchimosi sono presenti il dolore è limitato al collo.

In questa fase è bene fare una manipolazione Osteopatica nel più breve tempo possibile dopo che il paziente è stato stabilizzato, lo scopo è quello di minimizzare l’edema e le reazioni tessutali. Il trattamento viene fatto usando anche tecniche miofasciali con estrema gentilezza, in maniera indiretta e perilesionale, vale a dire è indirizzato alle aree adiacenti al trauma.

  Il rilascio miofasciale rivolge le restrizioni al tessuto connettivo, o fascia, del corpo. La fascia è un tessuto estremamente resistente che coinvolge ogni muscolo, osso, organo, nervo e vaso sanguigno, fino al livello cellulare. Le restrizioni fasciali sono causate da incidenti, traumi, situazioni di stress ripetitivo, cicatrici d’origine traumatica o chirurgica e posture scorrette. Uno qualsiasi di questi traumi può vincolare il tessuto fasciale, esercitando anormali pressioni e tensioni eccessive sopra strutture che producono il dolore.

La terapia di rilascio miofasciale è basata sull’idea che la postura scorretta, un trauma fisico, una malattia e lo stress emozionale possano disallineare il corpo e far sì che l’intricata rete della fascia diventi tesa e contratta. Poiché la fascia collega ogni organo e tessuto del corpo ad ogni altra parte, si dice che l’uso abile ed esperto delle mani sciolga o “rilasci” le tensioni in questa rete fasciale. In questa metodica la pressione sulle ossa, muscoli, articolazioni e nervi è leggera e, così, l’equilibrio è ristabilito.

Lo scopo maggiore della manipolazione Osteopatica in fase acuta del colpo di frusta è di ripristinare la circolazione, con tutto il miglioramento che essa apporta.

Nella fase cronica iniziale, da una settimana ad un mese, l’infiammazione acuta è regredita ma la tensione dei tessuti permane. Il range di movimento è migliorato, il dolore è sempre presente ma si è fatto più sordo, incominciano i sintomi del Sistema Nervoso Simpatico. Ora, bisogna impiegare dei trattamenti Osteopatici più forti, pur mantenendo ancora le tecniche della fase precedente, bisogna applicare tecniche più dirette alla zona coinvolta tipo ad energia muscolare.

Nella fase cronica finale, da 2/3 mesi in poi, il dolore leggero è tutto quello che rimane e spesso senza alcuna irradiazione, rimane ancore una piccola limitazione nel movimento, i cambiamenti nei tessuti sono cronici per loro natura. Adesso le manipolazioni e mobilizzazioni Osteopatiche riguardano l’intero corpo in modo tale da scaricare completamente il trauma su tutto il corpo e liberare così ogni tensione residua, in questa fase si utilizzeranno le tecniche ad Alta Velocità e Bassa Ampiezza THRUST, quelle famose con scroscio articolare. Ed il nostro paziente riguadagnerà in tempi molto più brevi il suo stato di salute.

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Patrice Malaval