Page d'accueilPlan du siteAjouter aux FavorisImprimerEnvoyer à un ami
Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
 
Distorsione della caviglia: come aiuta l'osteopatia


La distorsione della caviglia, comunemente detta "storta", è un'alterazione dell'articolazione di tipo non permanente che, al contrario della lussazione, non impedisce né riduce parzialmente il contatto tra le superfici articolari. Il piede è un ottimo esempio di perfezione meccanica, composto da 26 ossa tenute strette ed in sede da 33 articolazioni rinforzate da più di 100 legamenti.
La distorsione della caviglia, in particolare, è tra gli episodi traumatici che più di frequente colpiscono l'apparato locomotore , soprattutto degli sportivi (calcio, pallavolo, atletica e basket in primis tra gli sport più a rischio). La principale causa della patologia in esame è una contusione o un trauma: la dinamica classica è una ricaduta sbilanciata e accidentale dopo un balzo o a seguito di un movimento brusco. In alcuni casi, comunque, è una fragilità derivante da precedenti episodi mal curati o uno scarso tono muscolare della zona interessata ad aumentare il pericolo di "storte" soprattutto quelle di lieve intensità, ma ripetute nel tempo. Una caviglia lesa e instabile rappresenta il presupposto di distorsioni recidivanti, sinoviti, tendinopatie, rigidità, aumento di volume cronico, dolore ed insufficienza muscolare, associati o meno ad instabilità del collo del piede con difficoltà a deambulare su terreni o strade irregolari. Si comprende quindi l'importanza di un buon trattamento dopo un episodio distorsivo che possa riequilibrare e rimettere in asse piede e caviglia.
I traumi distorsivi possono essere acuti (in seguito ad urti, contrasti, scontri o improvvisi cambi di direzione) o cronici (dopo carichi notevoli e prolungati).

Per quanto concerne i sintomi innanzitutto l'area colpita presenta aumento di temperatura, gonfiore in rapido accrescimento e quasi sempre versamento di sangue: a causa della rottura di capillari, infatti, la caviglia tende ad assumere dapprima un colore rossastro e dopo alcune ore violaceo a chiazze. Il dolore, poi, avrà una tipica evoluzione in tre tempi: a un repentino acutizzarsi delle fitte, appena avvenuto l'incidente, segue un'attenuazione provvisorio del dolore. Dopo alcune ore (magari la mattina al risveglio), però, il dolore è spesso intenso, soprattutto quando si tenta di camminare o si tocca la zona tumefatta.

Le terapie generalmente consigliate variano a seconda della gravità della storta e delle eventuali patologie collaterali, come la totale rottura di uno o più legamenti o una degenerazione dei tessuti cartilaginei, a volte talmente accentuata da aversi frammenti di cartilagine che ostruiscono l'articolazione. Solo in questi ultimi casi (salvo restando, ovviamente, la presenza di fratture ossee) potrà richiedersi anche una preventiva operazione chirurgico seguita da gessatura mentre nella stragrande maggioranza dei casi la terapia è solo conservativa. In ogni caso la prima accortezza da compiere è quella di immergere la caviglia dolorante in acqua fredda (o, comunque, raffreddare la zona con ghiaccio o altri dispositivi refrigeranti), tenerla a riposo e sollevarla per ridurre il gonfiore.

Nella maggior parte dei casi la caviglia si distorce per un movimento brusco verso l'interno del piede, detto pronazione, quando avviene verso l'esterno (supinazione) l'esito è molto più traumatico, causando rotture di legamenti e necessitando quindi l'intervento dell'ortopedico.
A causa di una distorsione tutte le ossa del piede non ritornano nella loro posizione anatomico-fisiologica. Molto spesso vi è uno stiramento di un particolare legamento che non guarisce, o che rimane lasso causando così dolori cronici e lasciando così l'articolazione della caviglia viziata nel movimento verso una particolare direzione.
Purtroppo molti pazienti non ricevono un trattamento osteopatico e in mancanza di esso soffrono di una certa instabilità articolare, muscolare e legamentosa, perdita della flessibilità dell'arto, di un costante disagio accompagnato da un fastidioso dolore che riduce la capacità del piede a sostenere il peso del corpo.
La manipolazione osteopatica di una caviglia distorta invece è molto indicata inquanto aiuta a riposizionare le ossa del piede e ad allentare le tensioni legamentose.
In tal modo si recupera la funzionalità di piede e caviglia in maniera completa e naturale in pochissime sedute ed in pochissimo tempo.
 
TRATTAMENTO OSTEOPATICO

La distorsione di caviglia è una delle patologie più frequenti osservate in traumatologia,ne sanno qualcosa tutti gli atleti, i quali spesso sono costretti a fermarsi per questo tipo di problema, che molte volte può provocare anche un problema lombare a distanza.
La distorsione della caviglia avviene spesso con il piede all’interno (inversione), causando una lesione dei legamenti del compartimento esterno della caviglia.

Dopo che il medico avrà visionato le radiografie, al fine di escludere qualsiasi tipo di frattura, dovranno essere eseguiti i test clinici e la palpazione del percorso di origine-inserzione dei legamenti.

A questo punto passeremo al trattamento, che possiamo dividere in 3 fasi.

1° fase

VERIFICARE LA POSIZIONE DEL CALCAGNO DELL’ASTRAGALO E DEL PERONE.

Potenzialmente in una lesione classica in inversione il calcagno girerà verso l’interno, l’astragalo si porterà in posizione esterna e il perone si abbassa e si sposta in avanti.

Sarà quindi importante riposizionare queste tre strutture in una condizione fisiologica, attraverso delle manovre fasciali a livello dell’ articolazione sottoastragalica, e delle manipolazioni correttive.

Molto utile, per ridurre l’edema, è lavorare la membrana interossea. Quest’ultima è una fascia formata da fibre ad andamento obliquo che mettono in relazione il perone e la tibia ed è caratterizzata dalla presenza di fori per i passaggio di vasi e nervi. A seguito di una distorsione il perone, abbassandosi, crea una verticalizzazione delle fibre con il conseguente restringimento di questi fori, creando delle turbe vasomotorie a carico del piede che possono essere superate proprio liberando la membrana.


2° fase

TRATTAMENTO COPPIA CUBOIDE-SCAFOIDE.

Sono ossa che hanno un rapporto intimo sia col calcagno(il cuboide) che con l’astragalo (lo scafoide), e che molto spesso ne seguono il meccanismo lesionale.

Dopo 3-4 giorni, il paziente tornerà in studio con una sintomatologia clinica notevolmente ridotta. Andremo a valutare tutte le correzioni attuate nel primo incontro, per poi trattare il cuboide e lo scafoide attraverso manipolazioni dirette. Risulterà indispensabile ripetere il lavoro sulla membrana.

TRATTAMENTO ILIACO.

Per impedire l’insorgenza di qualsiasi dolore lombare sarà necessario andare a normalizzare l’osso iliaco omololaterale alla distorsione; questo perchè l’abbassamento del perone provoca una tensione del muscolo bicipite femorale che tenderà a posteriorizzare l’ osso iliaco con conseguente rotazione di L5.

3° fase

TRATTAMENTO DI SIDERAZIONE DEI LEGAMENTI.

è una tecnica di riposizionamento manuale che si applica sui legamenti e che ha lo scopo di resettare l’informazione che proviene da un legamento malposizionato, impedendo allo stesso di dare un’informazione errata.
Può infatti capitare che un trauma porti ad una forte trazione sul legamento e lo resetti su una nuova direzione di tensione (ad esempio il fibulo-astragalico che a seguito di un trauma distorsivo tende a verticalizzarsi)con conseguenze sulle frequenze di scarica dei corpuscoli recettoriali che si adattano alla nuova tensione.

Con le tecniche di siderazione andiamo a cercare di ristabilire le condizioni primitive del legamento. La siderazione funziona solo su un trauma acuto, non abbiamo risultati su condizioni di vecchia data o cronicizzate dove ormai l’informazione diversa si è strutturata.

TRATTAMENTO DI RIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE.

può essere molto utile, una volta superata la distorsione, effettuare una decina di sedute di rieducazione posturale per correggere eventuali alterazioni dell’appoggio plantare che favoriscono l’insorgenza di questi traumi andando a liberare le tensioni muscolari che mantengono il piede in varismo o in valgismo.
 
http://www.tmno.ch/Pied_Ita.pdf
Patrice Malaval