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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
 
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Che cos'è l'insufficienza venosa ?

Il flusso sanguigno origina dal cuore che versa il sangue nelle arterie le quali arrivano ai tessuti di tutto il corpo.

A livello cellulare avviene l'assorbimento di ossigeno e sostanze nutritizie e l'eliminazione di anidride carbonica e delle scorie nel circolo venoso.

Le vene seguono il tragitto opposto alle arterie, raccolgono il sangue dai tessuti e lo trasportano al cuore.

L'insufficienza venosa è una condizione caratterizza da un rallentamento della circolazione sanguigna verso il cuore.

La conseguenza più visibile di questo deficit circolatorio è il ristagno del sangue nelle vene che quindi si gonfiano e si dilatano cambiando forma.

E' un disturbo che colpisce molte donne adulte e anziane, si calcola che il 30% delle donne di oltre 35 anni ne sia interessata.

Le parti del corpo più interessate sono gli arti inferiori e in particolare la caviglia, il piede e il ginocchio.

L'insufficienza venosa può cronicizzare soprattutto in seguito all'ostruzione di una vena o alla

In certi casi le vene possono diventare meno elastiche e le valvole che impediscono la discesa del sangue venoso verso il basso possono danneggiarsi causando la formazione di varici, ovvero dilatazioni venose irreversibili.

L'Insufficienza Venosa Cronica è una condizione rilevante sia dal punto di vista epidemiologico che per le conseguenze economico-sociali: si calcola che circa il 30% della popolazione italiana femminile e il 15% di quella maschile ne sia affetta in varia misura.

L’IVC si divide classicamente in minore, moderata e severa e le tecniche chirurgiche, gli esami preventivi e i risultati attesi sono grandemente influenzati e dipendenti dalla severità del quadro clinico e anatomico presente.

Quali sono le cause?

L'insufficienza venosa e le varici possono essere di tipo organico-patologico o funzionale.

Si parla di cause di tipo organico se sono dovute a alterazioni anatomiche venose come:

- la trombosi venosa profonda (TVP), è l'ostruzione di una vena causata da un accumulo di grasso;

- una precedente flebite, ovvero l'infiammazione delle vene;

- il linfedema, cioè una patologia a carico del sistema linfatico che rallenta la circolazione della linfa, in questo modo si sovraccaricano le vene.

Le cause di tipo funzionale sono:

- la gravidanza;

- l'ereditarietà;

- consumo di bevnde alcoliche;

- l'obesità e la cattiva alimentazione, soprattutto nei giovani;

- lo stile di vita sedentario o lo svolgimento di lavori che obbligano iL soggetto a rimanere fermo in posizione seduta o in piedi molte ore al giorno;

- la ritenzione idrica;

- alterazioni posturali come il piede cavo o piatto;

Il clima caldo è un fattore che aggrava il disturbo.

a -L'IVC organica è spesso causata da varici (dilatazioni permanenti della parete delle vene) la cui formazione è legata al numero di gravidanze, all’uso di anticoncezionali orali, alla ritenzione idrica, al sovrappeso, alla stipsi cronica, alla familiarità e al tipo di lavoro svolto.
b - L’IVC funzionale è invece causata da un sovraccarico di lavoro delle vene provocate da postura errata, alterazioni della pompa muscolare o linfedema.

Nb : Altre condizioni che ostacolano il fisiologico ritorno venoso al cuore, favorendo anche la formazione di trombi, sono l’immobilità a letto, l’ingessatura di una gamba e un’operazione chirurgica agli arti inferiori.

Quali sono i segni e i sintomi?


L'insufficienza venosa può dare gonfiore o edema, dolore, bruciore, prurito, pesantezza e stanchezza agli arti inferiori.

Spesso si presenta il paziente con cellulite ed emorroidi.

Nei casi più gravi il soggetto colpito può arrivare ad avere ulcere da ristagno venoso.

La fase iniziale della patologia è asintomatica o causa sintomi lievi, ma se viene sottovalutata può peggiorare rapidamente.

Il movimento o la posizione sdraiata e in particolare con gli arti inferiori sollevati allevia i sintomi.

Se si lesionano i vasi più fragili compariranno macchie bluastre o varici sulla pelle.
Questi segnali possono manifestarsi in qualsiasi periodo dell'anno, ma si accentuano soprattutto durante i mesi estivi.

Come si arriva alla diagnosi?

La diagnosi differenziale di insufficienza venosa profonda è clinica, di solito non ci si avvale di esami strumentali.

Il medico valuterà l'anamensi, eseguirà un esame obiettivo e la palpazione sugli arti inferiori per capire la gravità dell'edema.

Nella differenziale dovrà escludere le patologie renali e cardiovascolari che possono causare gli stessi sintomi.
In molti casi è possibile fare una diagnosi precisa con ecocolordoppler, un esame innocuo e indolore che valuta la morfologia e la funzione delle vene degli arti inferiori.

Qual'è la terapia?

I mezzi terapeutici possono essere diversi: farmacologici, fisioterapici, naturali e modifiche delle abitudini comportamentali.

La terapia a base di farmaci dev'essere prescritta dal medico perché le medicine possono avere effetti collaterali gravi, si può avvalere di anticoagulanti come l'eparina che ha anche effetto antinfiammatorio e antiedemigeno, oppure di antivaricosi.

Il medico può eseguire delle iniezioni di sclerosanti per le vene oppure può intervenire chirurgicamente con l'asportazione delle varici.

Un altro rimedio efficace è la calza elastica, ne sono di tanti tipi in base alla pressione che esercitano sugli arti inferiori.

La fisioterapia è molto utile soprattutto in estate, quando il disturbo si aggrava, i principali metodi utilizzati sono il linfodrenaggio manuale oppure strumentale con la Diatermia o la pressoterapia.

Questo trattamento è di tipo meccanico, prima si “aprono” le stazioni linfonodali e poi si sgonfiano gli arti inferiori spingendo il liquido verso il cuore con le mani o con l'ausilio di macchinari elettromedicali.

Un altra terapia efficace è il percorso vascolare, consiste nel camminare in una vasca lunga e stretta con acqua a 22° e successivamente in una a 32°, il cambio rapido di temperatura esterna provoca una ginnastica vascolare indotta.

La fitoterapia è utile per l'effetto antiedema con preparati a base di ippocastano, biancospino, centella, cumarina ecc. che si trovano in erboristeria

Prevenzione: Le 10 regole

L’insufficienza venosa insorge anche a causa di fattori comportamentali, per tal motivo può essere contrastata, soprattutto al suo esordio, con delle appropriate misure comportamentali

a - Cosa fare:

- Eliminare il sovrappeso e fare attività fisica regolare (nuoto, bicicletta, camminate). La dieta deve essere ricca di cereali, frutta e verdura;
- Usare scarpe comode con tacchi di 3-5 cm che permettono al tallone di svolgere le funzioni di sostegno e pompa del sangue;
- Di tanto in tanto sollevare le gambe, distendendole alla sera su uno sgabello; per ridurre gli edemi delle caviglie può bastare dormire con i piedi leggermente sollevati rispetto al cuore;
- Possono dare sollievo idromassaggi e automassaggi serali (con delicatezza dalla caviglia al ginocchio), magari impiegando una crema rinfrescante e vasotonica come Microcomplex Fitogel;
- Prestare attenzione all’uso di pillole anticoncezionali, preferendo quelle a basso dosaggio. Alcuni antipertensivi possono favorire il gonfiore estivo delle caviglie. In entrambi i casi consultare il medico.

b - Che cosa evitare

- Non restare a lungo fermi in piedi. Se il lavoro lo impone, effettuare ripetuti sollevamenti del tallone;
- Evitare calzature ed indumenti stretti;
- Al mare evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde e le sabbiature. Utile camminare entro l’acqua immersi fino al bacino;
- Evitare bagni, saune, impacchi, pediluvi serali con acqua calda. Con capillari superficiali e vene varicose niente depilazioni a ceretta;
- No a fumo ed alcol. Ridurre anche il consumo di caffè.

 
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linfodrenaggio manuale

Il linfodrenaggio manuale secondo A. Vodder è una particolare tecnica di massaggio che ha principalmente un’azione drenante sui tessuti. Pertanto viene utilizzato nel trattamento degli edemi.
La tecnica del linfodrenaggio manuale prevede una precisa manualità applicata sul corpo del paziente. Vengono utilizzati sfioramenti, movimenti circolari o a pompa che, modificando la pressione dei tessuti, esplicano la loro azione nel migliorare la circolazione della linfa.

Come funziona

Il linfodrenaggio manuale di Vodder consiste in una combinazione di movimenti circolari, ruotanti e ovali, piccoli e grandi, profondi e superficiali, in cui la pelle viene spinta senza scivolare sopra di essa.
Questa tecnica di massaggio utilizza una pressione molto leggera sulla cute, quella che basta per spostare la pelle nelle due direzioni trasversale e longitudinale.
La tecnica del massaggio, per essere efficace, deve essere eseguita correttamente rispettando sia la direzione di flusso della linfa verso le stazioni linfonodali, sia la pressione nelle diverse manovre, adattate al paziente e alle caratteristiche del tessuto.
Nell’applicazione di questo tipo di massaggio è importante rispettare alcuni principi:

- la zona prossimale della cute viene trattata e svuotata prima di quella distale per far posto ai liquidi della parte distale che fluiranno successivamente;
- non si deve formare alcun arrossamento sulla pelle trattata;
- il massaggio non deve provocare dolore.

A cosa serve

L’effetto del linfodrenaggio manuale consiste in gran parte in una eliminazione meccanica dal tessuto dei liquidi in eccesso e degli elementi in essi esistenti.
Pertanto viene utilizzato principalmente per ottenere un effetto di riassorbimento degli edemi, soprattutto degli arti, formatosi, per esempio, in seguito ad asportazione dei linfonodi, come l’edema dell’arto superiore dopo mastectomia.
Il linfodrenaggio manuale stimola il moto linfatico, porta ad un aumento della capacità di trasporto della linfa.

Come avviene la seduta

Il linfodrenaggio manuale si differenzia dal massaggio classico soprattutto per la pressione più lieve che viene applicata sul tessuto da trattare.
Il trattamento dura un’ora circa, il paziente si adagia sul lettino e si deve rilassare.
La tecnica prevede prima un intervento sulle stazioni linfonodali principali, a livello del collo, per poi concentrarsi sulle ghiandole linfatiche coinvolte dalla patologia del paziente: a livello cavi ascellari nel caso di edemi agli arti superiori e a livello inguine e addome nel caso di edemi agli arti inferiori.
Fatto questo si procede a trattare tutto l’arto o gli arti interessati, con manovre dolci e pressioni leggere.
Al termine della seduta può essere necessario applicare un bendaggio compressivo leggero per prolungare gli effetti del massaggio.
Può capitare che il paziente nel corso o alla fine del trattamento abbia bisogno di urinare: ciò è dovuto al fatto che i liquidi in eccesso si sono riversati nel torrente sanguigno e da qui in vescica.

 
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La Centella o Hydrocotyle asiatica (Gotu Kola) è una pianta originaria del sud est asiatico. Le sostanze attive che la caratterizzano sono triterpeni, molecole capaci di stimolare la sintesi del collagene (da parte dei fibroblasti) e di fibronectina, proteina di struttura importante per il sostegno della parete dei vasi venosi. Questo determina un aumento della resistenza delle pareti dei capillari sanguigni ed una riduzione della loro permeabilità. Diminuisce così il gonfiore agli arti inferiori e migliora il microcircolo e l'ossigenazione dei tessuti.

Centella Asiatica in Erboristeria: proprietà della Centella Asiatica

L'azione terapeutica della centella riguarda principalmente la circolazione sanguigna. La frazione purificata dei triterpeni presenta infatti proprietà eudermiche, stimola la sintesi di collagene ed è indicata come flebotonico negli stati di insufficienza venosa, varici, sindrome post-flebitica e complemento per la terapia della cellulite. Per uso esterno, la centella asiatica viene impiegata nella cura di ulcere e ragadi.

Avvertenze

La centella risulta una pianta ben tollerata e sicura. A differenza della frazione purificata, gli estratti idroalcolici o gli estratti secchi di centella possono presentare effetti collaterali sul sistema nervoso centrale. L'asiaticoside ha dimostrato attività iperglicemizzante, quindi attenzione nei soggetti diabetici.

Centro Medico Santagostino Milano
metodo Vodder
Patrice Malaval