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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
Quante sono in Italia le persone affette da MC e colite ulcerosa?

 Allo stato attuale non esiste un Registro Nazionale, e i dati non sono molto attendibili. Sulla base di una ricerca svolta proprio da AMICI si calcola che in Italia ci siano almeno 100.000 persone affette da malattie infiammatorie intestinali di cui probabilmente 30-40% affetti da MC. Tale malattia si presenta prevalentemente in età giovanile (20 - 30 anni) piu’ raramente nella terza età (65 anni), ma non sono rari casi anche nei bambini e negli adolescenti. La MC pare essere più frequente nei Paesi Occidentali ed è rara se non assente nei Paesi in via di sviluppo. Mentre l'incidenza (numero di nuovi casi descritti ogni anno per numero di abitanti) della colite ulcerosa pare stabile, quella della MC sembra in continuo aumento nei paesi ad alto sviluppo. Tale aumento appare reale anche se, in parte, può essere dovuto ad una maggiore accuratezza nel formulare la diagnosi da attribuire alla maggior conoscenza della malattia e a piu’ evolute tecniche. 

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Il Morbo di Crohn e l' osteopatia
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La malattia di Crohn è una forma di malattia infiammatoria dell’intestino. Di solito il morbo di Crohn colpisce l’intestino tenue, per la maggior parte la parte più bassa (l’ileo). In alcuni casi vengono colpiti sia l’intestino tenue che quello crasso (colon o intestino), in altri solo il colon. A volte l’infiammazione può colpire bocca, esofago, stomaco, duodeno, appendice o ano. La malattia di Crohn è una condizione cronica e può ricorrere in vari momenti della vita. Alcune persone registrano lunghi periodi di remissione, a volte per anni, in cui sono liberi da sintomi. Non è possibile prevedere il momento in cui una remissione potrà avverarsi o quando i sintomi ritorneranno. I sintomi più comuni della malattia di Crohn sono dolori addominali, spesso nella zona inferiore destra, e diarrea. Inoltre vi possono essere emorragie rettali, perdita di peso e febbre. Le emorragie possono essere gravi e persistenti portando all’anemia. La causa o le cause del morbo di Crohn sono sconosciute. Le teorie principali sulla causa riguardano predisposizione genetica, infezione da virus o batteri e disfunzione del sistema immunitario. Da un punto di vista medico questa malattia è considerata incurabile.

 La malattia di Crohn è ritenuta essere una malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario attacca il tratto gastrointestinale provocando l'infiammazione, ma viene classificata come un tipo di patologia infiammatoria intestinale. Ci sono prove di una predisposizione genetica per la malattia e questo porta a considerare gli individui con fratelli ammalati tra gli individui ad alto rischio. Maschi e femmine sono ugualmente colpiti. Il morbo di Crohn tende a presentarsi inizialmente negli adolescenti e ventenni, con un altro picco di incidenza tra i cinquanta e i settant'anni, anche se la malattia può manifestarsi a qualsiasi età. Non c'è cura farmaceutica o chirurgica conosciuta per la malattia di Crohn. Le possibilità di trattamento sono limitate al controllo dei sintomi, al mantenimento della remissione e alla prevenzione delle ricadute. La malattia prende il nome dal gastroenterologo americano Burrill Bernard Crohn che, nel 1932, insieme a due colleghi, ha descritto una serie di pazienti con infiammazione dell'ileo terminale, la zona più colpita dalla malattia. Per questo motivo, la malattia è stata anche chiamata ileite regionale o enterite regionale. Il dolore addominale può essere il sintomo iniziale della malattia di Crohn. E' spesso accompagnato da diarrea, specialmente in coloro che hanno subito un intervento chirurgico. La diarrea può essere più o meno sanguinosa. La natura della diarrea nella malattia di Crohn dipende dalla parte dell'intestino tenue o del colon coinvolti. Le ileiti portano tipicamente a grandi volumi di feci acquose. La colite può provocare un minor volume di feci ma con frequenza più alta. La consistenza fecale può variare da solida a acquosa. Nei casi più gravi, un individuo può avere più di 20 scariche intestinali al giorno e potrebbe essere necessario svegliarsi di notte per defecare. Le scariche intestinali di sangue sono tipicamente intermittenti e possono essere di colore rosso vivo o scuro. Nel caso di grave colite di Crohn, il sanguinamento può essere abbondante. Flatulenza e gonfiore possono anche aggiungersi al disagio intestinale.

La malattia di Crohn può portare a diverse complicanze all'interno dell'intestino, tra cui l'ostruzione, lo sviluppo di fistole e ascessi. L'ostruzione si verifica in genere per stenosi o aderenze che restringono il lume, bloccando il passaggio del contenuto intestinale. Le fistole possono svilupparsi tra due anse intestinali, tra l'intestino e la vescica, tra l'intestino e la vagina e tra l'intestino e la pelle. Gli ascessi possono verificarsi in addome o nella zona perianale. La dieta mira soprattutto al mantenimento di un equilibrio corretto di alcalinità/acidità evitando i cibi produttori di tossicità e che esauriscono il sistema. Fondamentalmente la dieta consiste principalmente di frutta e verdure, mentre evita invece cibi fritti e carboidrati raffinati. L’ idroterapia comprende l’assunzione di sei a otto bicchieri di acqua pura al giorno e una dieta purificante di frutta e verdure fresche. Viene raccomandato il trattamento osteopatico per alleviare le pressioni che possono ostacolare la circolazione e diminuire le eliminazioni.

L’ osteopatia viscerale infatti, può essere di grande aiuto in questi casi aiutando la mobilità intestinale e l’ eliminazione del sangue fuoriuscito dalle lesioni ulcerose provocate dalla fase acuta della malattia. Le persone affette da tale patologia infatti, non devono aver timore di ricorrere al consulto osteopatico anche e soprattutto nella fase acuta. Dopo il trattamento osteopatico viscerale, i sanguinamenti potrebbero essere più abbondanti. Tale fenomeno non deve destare preoccupazioni, al contrario, è segno che il trattamento viscerale ha avuto un effetto positivo, aiutando l’ eliminazione del sangue all’ interno del tratto intestinale interessato. Un altro effetto positivo dell’ osteopatia nella fase acuta, è la diminuzione della pressione addominale causata sempre dall’ infiammazione delle pareti intestinali interessate. In tal senso l’ osteopatia mirerà ad allentare le tensioni delle fasce dei visceri, dando loro maggior possibilità di movimento. Diaframma, colonna dorso – lombare, zona toracica, possono essere aiutate in questo senso sia nella fase acuta, che nelle fasi di remissione della malattia come prevenzione e preparazione, in attesa di una nuova fase acuta della patologia. Il lavoro di prevenzione e preparazione aiuterà il paziente a rendere la successiva fase acuta meno dolorosa ed invalidante. 

Sede delle lesioni

È molto comune che la localizzazione non sia singola, ma che siano contemporaneamente colpiti diversi tratti dell'intestino, soprattutto a livello del tenue, od in parte nel tenue ed in parte nel colon; in questo caso si parla di forma diffusa della malattia di Crohn, anche se essa ha sempre una distribuzione segmentaria, con alternanza di tratti coinvolti e di tratti normali (lesioni a salto), con margini netti di separazione tra i segmenti colpiti e quelli indenni (la lunghezza di ciascun segmento varia da 5 a 30 cm).
Il morbo di Crohn è più frequentemente localizzato all'ileo (ileite), interessando tipicamente la sua porzione finale; piuttosto comune è il coinvolgimento del colon (soprattutto ascendente) sia da solo (malattia di Crohn del colon: circa 10%), sia associato all'ileo (ileocolite: 40% circa); il retto è interessato nel 5% dei casi ed ancora più raro è l'interessamento del duodeno e dello stomaco (1%). In una piccola percentuale di pazienti, soprattutto bambini ed adolescenti, si osserva anche un importante ed esteso interessamento del digiuno (parte centrale dell'intestino tenue), oltre che dell'ileo. Nelle sezioni coinvolte dal morbo di Crohn le alterazioni infiammatorie interessano tutti gli strati della parete intestinale, provocando ispessimenti della stessa ed ulcerazioni. L'infiammazione tende, a volte, a propagarsi fino ai linfonodi vicini.
Il tessuto colpito dalle lesioni provocate dal morbo di Crohn tende ad andare incontro a morte (necrosi), per cui la mucosa può ulcerarsi e, al di sotto di essa, possono formarsi delle fistole; queste, a loro volta, possono mettere in connessione due anse intestinali oppure possono addirittura aprirsi in altri organi (vescica, uretere, vagina) od anche all'esterno, soprattutto in corrispondenza delle cicatrici chirurgiche, oppure intorno all'ombelico. Talvolta questi tragitti fistolosi hanno lunghezza considerevole e possono raggiungere anche la regione glutea o l'anca.

Dieta

Ma qualcosa può essere fatta anche attraverso l’alimentazione.I cibi che ingeriamo influiscono, quali più, quali meno, sul livello di infiammazione del nostro intestino. Fare attenzione a ciò che mangiamo potrà alleviare i sintomi ed evitare l’aggravarsi della patologia.

 La prima cosa da fare è capire se si è soggetti a eventuali allergie o intolleranze alimentari. Spesso, infatti, il morbo di Crohn si accompagna anche a celiachia e intolleranza da lattosio.

Le intolleranze alimentari hanno un’importanza cruciale per chi soffre di questa patologia: possono innescare una sovra-stimolazione del sistema immunitario che può peggiorare la predisposizione alle malattie autoimmuni, aumentando il livello di infiammazione dell’intestino.Se si conosce a quali alimenti si è intolleranti, ad esempio, si può effettuare una dieta per il recupero della tolleranza e la riduzione dell’infiammazione da cibo, prevedendo giorni in cui astenersi da quegli alimenti che ci causano fastidi e giorni durante i quali reintrodurli in piccole quantità.Oltre a ciò è assolutamente necessario evitare gi alimenti che possono aumentare il disturbo, ad esempio quelli che favoriscono la produzione di prostaglandine di tipo infiammatorio.

Cibi da evitare: caffè, cioccolato, bevande analcoliche e gassate, fritture, grassi idrogenati, insaccati, carni grasse, carne di maiale, zucchero raffinato, semi di lino.

Un discorso particolare si deve fare per i latticini e per il grano, tra gli alimenti più comuni nelle liste delle intolleranze alimentari. Da evitare se si è intolleranti, da limitare se non lo si è: aumentano infatti l’irritazione dell’intestino.

Controverso anche il discorso delle fibre: integrare molte fibre potrebbe peggiorare la situazione. In genere queste sostanze proteggono il nostro intestino, ma il loro beneficio dipende anche dallo stato di partenza dell’infiammazione. Riducendola si potrà gradualmente, sotto la guida di un esperto, introdurre una maggior quantità di fibre senza alcun problema. Nel frattempo, si consiglia di eliminare, soprattutto durante la fase di acuzie della malattia, le fibre (frutta e verdura) in quanto legate ad un fattore meccanico che potrebbe mantenere l’infiammazione.

Cibi consentiti: pasta di semola, semolino, polenta, riso, carne magra e poco fibrosa, verdure cotte (solo patate, carote, zucchine) e pomodori sia cotti che crudi privati dei semi e della buccia. Tra la frutta, meglio prediligere mele e banane.L’alimentazione non è l’unico fattore che può influenzare i livelli di infiammazione. È importante modificare alcune abitudini: ad esempio, masticare bene, evitare bevande eccessivamente fredde e cercare di diminuire gli stress emotivi.

Ricordate: inghiottire il cibo senza masticare non fa altro che rendere più difficile la digestione irritando l’intestino.

Rimedi naturaliInfine

 Una serie di rimedi naturali che, in genere, vengono consigliati per diminuire i disagi derivanti a questa patologia.

Acqua calda e limone appena alzati. Abbiamo già descritto i benefici di questa pratica. Secondo molti, bere appena svegli una spremuta di limone in acqua aiuta a pulire e disinfettare tutto il tratto gastro-intestinale. Non solo, sembra che aiuti anche a depurare le articolazioni che rappresentano spesso un problema per i malati di Crohn.

Succo di carote. La carota è un regolatore sia del fegato che dell´intestino con azione depurativa e cicatrizzante anche grazie all´alto contenuto di carotenoidi. Potrebbe essere utile, a tal proposito, berne un bicchiere due volte la settimana.

Succo di cavolo. A quanto pare, c’è chi consiglia anche l’assunzione di una spremuta di succo di cavolo per i principi attivi presenti in questo ortaggio, in particolare per le sue proprietà cicatrizzanti utili sia per lo stomaco, che per l´intestino ed il colon.

Il morbo di Crohn è un disturbo che non va assolutamente sottovalutato. Va da sé che è sempre necessario innanzitutto una diagnosi della malattia, ottenuta attraverso strumenti specifici, e un confronto con uno specialista. I consigli dati non possono assolutamente sostituirsi a un parere medico.

Morbo di Crohn
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Patrice Malaval