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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
Mal di testa e Atlente
La sua causa potrebbe essere il malposizionamento della prima vertebra cervicale: L’ATLANTE o C1 (Articolazione atlo-occipitale)
Possiamo suddividere il mal di testa in questi gruppi principali: 

-  Emicrania 
 - Muscolo-Tensiva
 - Ormonale
 - A Grappolo
 - Mal di testa da Sinusite
-  SNVA  il Denominatore Comune
 
L’Emicrania tecnicamente viene definita tale un mal di testa di un lato del cranio. Spesso accompagnata da nausea, vomito, disturbi visivi. Vi sono due maggiori tipologie dell’emicrania:
Emicrania Classica: circa il 10/15 %, caratterizzata da Aura (turbe visive e vascolari).
Emicrania Comune: circa 85% dei mal di testa senz’Aura.La maggior parte dei mal di testa viene innescato e non causato da cambiamenti dei livelli di zucchero, cambiamenti ormonali, stress e fatica, alimenti.L’Emicrania può esordire in ogni momento della vita, tuttavia sono gli adolescenti ad esserne i più affetti. Circa il 10% degli uomini ed il 20% delle donne ha fatto esperienza o soffre frequentemente di Emicrania. E’ calcolato che circa 6 milioni di Italiani soffrano di Emicrania cronica.Di solito, l’arrivo dell’Emicrania è preannunciato da disturbi visivi tipo luci brillanti colorate, la così detta Aura. Il mal di testa dura dalle 8 ore a 3 giorni, vi può essere un dolore sordo, oppure un pungente dolore freddo, spesso è presente un dolore invalidante retro-oculare o alla tempia. Usualmente chi soffre di emicrania cerca calma, oscurità e riposo. L’Emicrania esige il suo caro prezzo sia ai sofferenti che alle loro famiglie, in qualità della vita e in perdita di produttività. Il metodo che utilizziamo per correggere l’Atlante, la prima vertebra cervicale, è innovativo e incredibile per i suoi effetti su tale patologia e tutti i suoi sintomi.

Mal di testa Muscolo-Tensivo All’incirca il 75% di tutti i mal di testa cronici rientrano in questa categoria.Vi sono due tipi di mal di testa Muscolo-Tensivo: - Acuto: mal di testa temporanei che sono alleviati da riposo, rilassamento o dai comuni farmaci da banco. - Cronico: mal di testa con episodi frequenti, si arriva perfino a mal di testa quotidiani, e se non rispondono rapidamente ai farmaci più comuni, spesso si devono usare farmaci e dosaggi più aggressivi. La nostra tecnica di cui siamo depositari, di correzione dell’Atlante, ha dimostrato essere efficace anche per questo tipo di mal di testa. 

Mal di testa ormonaleChiaramente, i mal di testa possono essere innescati dai cambiamenti nella chimica del corpo. I fattori di questi cambiamenti includono: stress, irregolarità alimentari e il flusso mestruale. Si noti che ribadiamo il concetto di innescati e non causati. Non sempre lo stress, il saltare un pasto o una cena abbondante e il ciclo mestruale possono causare, a tutte le persone, un mal di testa. Le ultime ricerche sono ampiamente concordi a riguardo nell’affermare che in questi casi la vera causa del mal di testa è assente.I mal di testa non sono causati dal livello di stress, dalla stanchezza o dalla dieta. Questi fattori possono sembrare essere loro la vera causa, semplicemente perché essi sono effettivamente l’innesco dei mal di testa nella maggior parte della popolazione sofferente.

Cefalea a Grappolo Il dolore causato da Cefalea a Grappolo è considerato essere il dolore più forte che una persona possa provare. Questo tipo di mal di testa è riconosciuto come il più doloroso, hanno origine vascolare e avvengono in meno dell’1% dei veri pazienti sofferenti da mal di testa. La Cefalea a Grappolo è circa 5 volte più comune nella popolazione maschile.I sintomi sono arrossamento oculare, lacrimazione, naso pieno o rinorrea, gonfiore palpebrale, ptosi e riduzione del diametro pupillare (miosi), sudorazione della faccia e della fronte, in varia combinazione e nello stesso lato del dolore, e ad un senso di irrequietezza e/o agitazione. Il dolore può essere così intenso che i pazienti sofferenti possono desiderare il suicidio.

Mal di testa da SinusiteMolte persone (compresi i medici) sbagliano la diagnosi dell’Emicrania o della Cefalea a Grappolo con il mal di testa da Sinusite, che avviene in una piccolissima frazione della popolazione e viene accompagnata da rinorrea e febbre. Come mai tanti tipi di Mal di Testa hanno dolore ai seni? Tutto ciò ha a che fare con il dolore riferito. Alcuni esempi di dolore riferito sono: il mal di schiena quando si ha una infezione renale, altro esempio è il dolore al braccio sinistro quando si hanno problemi al cuore.Dolore ai Seni associati con Mal di Testa spessissimo hanno un legame con il Nervo Craniale V. Il coinvolgimento di questo nervo può causare dolore al viso, alla fronte, dolore retro-oculare ed ai seni.

SNVA: IL DENOMINATORE COMUNE

 
Osservate attentamente la colonna vertebrale per cercare la causa della malattia.( Ippocrate, 300 a.C.)Gli eventi ed i sintomi associati con i vari tipi di mal di testa sopra descritti innescano solo il Mal di Testa ma non ne sono la causa. Le donne che hanno mal di testa una volta al mese per due o tre giorni, hanno certamente un buon motivo per giustificare i loro mal di testa. Carattere, stress, ormoni ed altri fattori giocano un ruolo importante nella manifestazione periodica di questa dolorosa e frustante condizione. Evidenze cliniche dimostrano che questi fattori non sono assolutamente la causa del mal di testa, ma solo l’innesco !Ora il quesito è: se gli ormoni, lo stress, la dieta etc. sono solo l’innesco quale è la causa?Che cosa hanno in comune questi differenti tipi di mal di testa? La nostra esperienza clinica ci ha mostrato che ben nel 90% dei pazienti sofferenti di mal di testa, cefalea od emicrania hanno un denominatore comune:la Sindrome Neuro-Vascolare dell’Atlante, che compromette l’integrità tra il cervello ed il corpo e creando lo stato della causa che può essere innescato dai fattori prima suddetti.L’Atlante è la prima vertebra cervicale, sulla quale poggia tutto la testa; questa vertebra ha delle caratteristiche strutturali uniche, ed ha una influenza importante sul rifornimento di sangue al cervello e alla testa. L’Atlante, per la sua posizione e per l’anatomia con la quale è in stretto contatto, può influire anche sullo stato neurologico del tronco encefalico e del midollo spinale; da qui il nome di Sindrome Neuro-Vascolare dell’Atlante (SNVA). Due sono i fattori particolari e inusuali circa l’Atlante e questa area di transizione fra tratto cervicale e testa:
1. In tutto il resto della colonna vertebrale le vertebre hanno un meccanismo di bloccaggio di sicurezza reciproco che previene alle vertebre di torcersi o sublussarsi eccessivamente. Ciò non è presente nell’Atlante, esso funziona similmente ad una articolazione universale, vi sono muscoli e legamenti, ma essi non controllano il movimento tanto quanto avviene nelle altre vertebre grazie alle faccette articolari. In aggiunta, le superficie articolari dell’Atlante sono molto scivolose, hanno in effetti un coefficiente di frizione di .005 quasi come il patinare sul ghiaccio.
2. Attraverso ed intorno all’Atlante vi è un passaggio incredibile di strutture anatomiche vascolari e neurologiche che influenzano tutto l’organismo. Quando questa prima vertebra è disallineata, osteopaticamente detta sublussata rispetto l’Occipite, cosa che noi abbiamo riscontrato nel 90% dei pazienti sofferenti di cefalea o emicrania, ecco che si possono manifestare tutta una serie di sintomi neurologici e vascolari (SNVA): emicrania, cefalea, vertigine, nausea, tinnito etc. Il dolore che provate durante un mal di testa o emicrania non è del cervello, perché esso non può provare il dolore. In realtà, sono i nervi, i muscoli intorno al cranio, i vasi sanguigni del cranio che hanno le capacità di input sensorio. Input sensorio significa che i tessuti hanno la capacità di trasmettere segnali di dolore al cervello. Questi tessuti e la loro relazione con le strutture circostanti sono la causa all’incirca del 99% di tutti i mal di testa. Questi vengono definiti mal di testa extracranici. Incredibilmente, questi tessuti possono causare dolori così intensi che sono percepiti dal soggetto come provenienti dall’interno del cervello. I mal di testa extracranici possono anche comportare sintomi come: nausea, fatica, disturbi visivi, vertigine finanche depressione.

LA SOLUZIONE

E’ disponibile da qualche anno una metodologia innovativa che (con uno, al massimo due trattamenti) può ripristinare la posizione dell’Atlante nella sua sede anatomico-fisiologica corretta. Si tratta di un’abile procedura manipolativa Osteopatica, che con un metodo alquanto sicuro per il paziente, ripristina nella giusta posizione l’Atlante rispetto all’Occipite. Riportando l’Atlante nella posizione corretta, la testa ed il collo tornano ad essere fisiologicamente allineati. Si ripristina così l’equilibrio del corpo riattivando la normale funzionalità neuro-vascolare prima sofferente. Il metodo che utilizziamo per correggere l’Atlante, la prima vertebra cervicale, è innovativo e incredibile per i suoi effetti su tale patologia e tutti i suoi sintomi. Questa tecnica utilizza un’apparecchiatura sviluppata per pulsare ad una precisa frequenza per rilasciare i muscoli che trattengono l’Atlante, liberandolo per riportarlo alla posizione anatomico-fisiologica. Questa strumentazione deve essere usata solo da mani esperte e specializzate di Osteopati.
Classificazione delle cefalee
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Emicrania e cefalea comuni: soluzioni possibili, efficaci e non farmacologiche

La letteratura medica riporta numerose definizioni per questo tipo di problema, con quadri clinici patologici che in taluni casi possono richiedere unicamente cure mediche specialistiche. Anche se risalente al 1988, è ancora fondamentale la classificazione della I.H.S. che presenta 13 differenti capitoli responsabili di ciò che comunemente è chiamato "mal di testa".
Classificazione delle cefalee secondo l'International Headache Society (1988)

1. Emicrania
2. Cefalee di tipo tensivo
3. Cefalee a grappolo ed emicrania cronica parossistica
4. Cefalee varie non associate a lesioni strutturali
5. Cefalea associata a trauma cranico
6. Cefalea associata a patologie vascolari
7. Cefalea associata a patologia endocranica non vascolare
8. Cefalea da assunzione o da sospensione di sostanze esogene
9. Cefalea associata ad infezioni
10. Cefalea associata a patologie metaboliche
11. Cefalee o dolori facciali associati a patologie del cranio, collo, occhi, orecchi, naso e seni paranasali, denti, bocca o di altre strutture facciali o craniche
12. Nevralgie craniche, nevriti e dolori da deafferentazione
13. Cefalee non classificabili
MANIPOLAZIONI CRANICHE
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di Eddy Deforest

Affezioni dell'occhio, del naso, della gola e dell'orecchio

L'uomo, si è detto spesso, è un'unità psico-organica. La psiche è inseparabile dal corpo, ed è questa realtà indivisibile che agisce, o meglio, struttura le differenti parti dell'organismo.

Il corpo non è che la parte espressiva della psiche, contemporaneamente sottostante e trascendente. E' una verità che si comincia a riscoprire. La psiche è una e fa del corpo una unità. Perciò ogni disturbo funzionale, ogni lesione o malattia, abbraccia la totalità dell'essere, anima e corpo. Lo stesso vale per la colonna vertebrale e l'insieme dello scheletro, del sistema osteo-articolare, ivi compreso il cranio. Ad esempio, il cedimento della volta plantare o lo scivolamento dei muscoli dell'avampiede, squilibrano il bacino e preparano l'artrosi dell'anca, l'artrosi lombare, l'ernia del disco fra L4 e L5 o una sciatica. Una scoliosi detta essenziale può avere all'origine una lesione cranica. L'occipite si trova in stretta connessione con i differenti segmenti rachidei fino al sacro, mediante la dura madre e su quest'osso, situato nella parte media, posteriore ed inferiore del cranio, si inseriscono differenti muscoli. In un altro articolo sarà esaminata più dettagliatamente questa relazione, spesso disturbata, fra le ossa del cranio e la colonna vertebrale.
L'OCCHIO E IL CRANIO
L'orbita ha là forma di una piramide quadrangolare: la bozza orbitale dell'osso frontale ne costituisce la faccia superiore: la parte antero-superiore, prima del mascellare superiore, e l'apofisi orbitale del palato formano la faccia inferiore; la branca che sale dal mascellare superiore, l'unguis ed una parte dell'etmoide (osso piano) formano, dall'avanti all’indietro, la faccia interna; l'osso malare e una porzione dello sfenoide (parte orbitaria della grande ala) costituiscono la faccia esterna. Occipite e sfenoide (osso mediano che occupa la parte anteriore e mediana della base del cranio) si relazionano tramite una cerniera: la sinfisi sfeno-basilare.
Questo insieme forma la base del sistema cranico. Il cranio non è una scatola inerte: le differenti ossa che lo compongono sono articolate da suture, alcune delle quali, dentellate, interagiscono con altre perfettamente complementari (ad esempio, la squama del temporale). L'insieme articolare craniale, in apparenza inerte, in realtà non lo è. Intorno alla cerniera (sinfisi sfeno-basilare) l'occipite e lo sfenoide effettuano un movimento impercettibile di flessione e di estensione, doppio movimento perfettamente assorbito dalla squama dell'occipite e dalla grande ala dello sfenoide, la quale, secondo gli osteopati, effettua un movimento di rotazione esterna, in avanti, e di rotazione interna, indietro, con una cadenza di dieci volte al minuto. Questo movimento si ripercuote sulle quattro facce della cavità orbitaria, che cambia forma con la stessa frequenza. Il flusso ritmico craniale si ripercuote su tutto l'occhio, e dunque sul nervo ottico e la retina, gli involucri dell'occhio, il corpo vitreo, il cristallino, l'umor vitreo, i muscoli motori. Quindi, possiamo domandarci quali sono le conseguenze di un trauma, di una forza antagonista che disturba l'articolazione craniale e che perturba questo flusso ritmico; disturbi alla vista sono consequenziali: disturbi della rifrazione (miopia, astigmatismo, ipermetro-pia), riduzione dell'acutezza visiva, aumento della tensione intra-oculare con la relativa incidenza riduttiva del campo visivo, lo scollamento del vitreo, scotomi, retinopatia.
In questo caso, gli osteopati, durante le manipolazioni delle articolazioni craniche, sono in grado di ridurre i disturbi intervenendo manualmente. Il terapeuta agirà sulla sutura parieto-occipitale poggiando una mano su questa articolazione ed esercitandovi una pressione, mentre porrà l'altra mano sull'orbita, la regione diametralmente opposta. E' questa tensione ben definita (abilità del terapeuta) che permette di ristabilire la circolazione del flusso cranico al ritmo fisiologico sopra menzionato.
NASO, ORECCHIE, GOLA
I seni che circondano le fosse nasali sono cavità arieggiate, scavate nello spessore dell'osso. In numero di quattro paia, sono disposte ad ambo i lati dell'asse della faccia: il seno mascellare, nello spessore del mascellare superiore, il seno etmoidale scavato nell'etmoide; il seno sfenoidale, formato da cavità, nel corpo dello sfenoide; il seno frontale scavato nella porzione antero-esterna dell'osso frontale. Consideriamo innanzi tutto i due seni frontali, a destra e a sinistra della linea mediana. Tappezzati da una mucosa (lo stesso dicasi per gli altri seni), che altro non è che una estensione della mucosa nasale, questi seni comunicano mediante la loro base, con ogni seno etmoidale. Come per l'occipite e lo sfenoide, l'osso frontale ha un duplice movimento di rotazione esterna ed interna. Evidentemente, anche i seni frontali hanno lo stesso movimento. In caso di sinusite, questo movimento ritmico è perturbato a livello dell'osso frontale. Per ristabilirlo, l'osteopata pone le mani sulla fronte, le estremità delle dita poste leggermente al di sopra delle orbite, ad ambo i lati della sutura frontale (sutura metopica), ormai obliterata. In questa posizione, egli esercita una serie di lievi pressioni che si integreranno con l'influsso craniale e contribuiranno a drenare i seni frontali. I seni mascellari comunicano con le fosse nasali mediante lo hiatus mascellare. Il mascellare superiore, formato da due ossa simmetriche (dette anche "mascellari superiori"), partecipa alla formazione della cavità buccale, delle fosse nasali, delle orbite e della fossa zigomatica. Il mascellare ha, come le ossa sopra citate, un duplice movimento di rotazione, esterna ed interna; una sinusite localizzata a questo livello o un trauma ostacolano tale movimento.
Per ridurre questa alterazione, il terapeuta pone le mani ai lati della faccia, in modo che le punte delle dita siano collocate superficialmente all'arcata dentaria. La lieve pressione esercitata sulla parte anteriore del mascellare superiore si integra con l'influsso craniale ritmico ed esercita sui seni un'azione di drenaggio.
Cosa può ancora trattare l'osteopatia?-, . . .
Essa può tentare dì ridurre il raffreddore da fieno o la rinite vasomotoria.. La manovra necessita della pressione del ganglio sfeno-palatino, rigonfiamento situato all'estremità inferiore del nervo vidiano. Per raggiungerlo, il terapeuta introduce l'indice nella bocca, al di sopra della parte superiore dell'arcata dentaria; l'estremità del dito deve porsi anteriormente alle apofisi pterigoidee dell'osso sfenoide. La posizione dell'indice permette di sollecitare il ganglio sfeno-palatino, mentre l'altra mano, sul lato opposto, accogliendo la bozza parietale esterna, serve da appoggio.
La lieve pressione esercitata, consente di riequilibrare l'influsso craniale ritmico. Si richiedono spesso varie sedute e talvolta non in tutti i soggetti si riesce ad eliminare la rinite.
L'osteopata può ugualmente tentare di ridurre il "ronzio" alle orecchie. Questo disturbo, molto fastidioso, può essere, in effetti, collegato ad una perturbazione del ritmo craniale. In questo caso, è chiamato in causa l'osso temporale, animato, come tutte le ossa della scatola cranica, dal duplice movimento interno ed esterno. L'asse va dall'apofisi mastoidea alla punta della piramide. Il terapeuta pone le estremità delle dita inferiormente al temporale, al limite dell'articolazione mastoido-occipitale, e le dita dell'altra mano sul lato opposto, in corrispondenza della giunzione dello sfenoide con il frontale (porzione anteriore della fossa temporale). Il tentativo di riduzione delle vertigini richiede le stesse manovre.
Qui non ho dato che qualche esempio di interventi possibili dell'osteopata nel campo dell'otorinolaringoiatria, ma altre affezioni possono essere trattate in maniera simile.
E' un metodo che dovrebbe essere praticato almeno da tutti gli osteopati e chiropratici.
E' nuovo? Non del tutto: rìsale infatti al 1939 (Stati Uniti), in seguito ai lavori del Dr. William Garner Sutherland, allievo del Dr. Andrew Taylor Still, fondatore dell'osteopatìa. Questo studioso scopri la mobilità ritmica delle ossa del cranio e la sua corrispondenza con la mobilità del sacro. W.G. Sutherland lavorò a tali ricerche per 15 anni e perfezionò i suoi primi atti terapeutici che, solo ora, cominciano ad essere conosciuti e predicati in Europa: e non credo di sbilanciarmi eccessivamente nell'affermare che tale metodo si svilupperà sicuramente in avvenire.

Tag: articoli tecnici, osteopatia craniosacrale
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