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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
 
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Il Metodo Perfetti è un approccio riabilitativo che nasce intorno agli anni '60 dal genio italiano del Prof. Carlo Perfetti.  
Nasce in Italia la migliore risposta riabilitativa agli esiti di ictus, emiplegia e spasticità. 
Numerose sono le denominazioni attraverso le quali ci si riferisce al Metodo Perfetti, infatti nel corso degli anni si è passati dal “controllo sequenziale progressivo” all’Esercizio Terapeutico Conoscitivo fino alla più recente Riabilitazione Neurocognitiva.

Le intuizioni del Prof. Carlo Perfetti che hanno dato vita al Metodo Perfetti, hanno determinato una svolta nel contesto riabilitativo, specialmente all’interno della riabilitazione post ictus.  

Quello che ha permesso la nascita del Metodo Perfetti è la rivoluzione scientifica che stava investendo molti dei campi del sapere medico-scientifico e che finalmente permetteva di comprendere il movimento in modo più completo. 
Nel mondo della Neurofisiologia ad esempio, gli studi nei confronti del movimento, cominciavano ad essere eseguiti sui soggetti svegli e quindi in grado di dimostrare l’estrema importanza dei processi mentali e cognitivi nei confronti del movimento e del comportamento. 

 

Tale metodo si propone


a) di osservare le relazioni che esistono tra i vari livelli organizzativi superiori ed il livello periferico

b) di mettere in relazione ciò che è "quantificabile" (muscoli, ossa, ecc.) e ciò che non lo è (attenzione, memoria, intenzionalità).


Il movimento viene considerato non come somma di tante contrazioni attivate volontariamente o per via riflessa, ma come risultato di processi messi in atto da un sistema che interagisce con l'ambiente secondo le proprie necessità.

Stretta relazione tra reclutamento muscolare (movimento) ed elaborazione delle informazioni (conoscenza).


Concetti fondamentali 
 

1- qualunque movimento ha un significato conoscitivo in quanto serve a mettere in contatto l'uomo con la realtà circostante,

2- il recupero dopo la lesione può essere considerato come un processo di apprendimento in condizione patologiche.


3- il paziente deve fin dai primi momenti del trattamento prendere coscienza di varie esperienze sensomotorie senza il ricorso a costrizioni meccaniche o riflesse.

4- la presa di coscienza da parte del soggetto ha la precedenza rispetto all’esecuzione del gesto che gli viene proposto.


Le 4 fasi del trattamento


1) fase del colloquio, dove si ricercano le motivazioni più adeguate al soggetto da trattare, parlando con il paziente o i suoi familiari;

2) fase del rilassamento, ogni movimento viene proibito attraverso la mobilizzazione passiva;


3) fase della mobilizzazione passiva guidata, che è utilizzata per costruire il movimento corretto attraverso particolari accorgimenti;

4) fase della motilità attiva, che consiste nel far partecipare volontariamente al movimento il paziente senza scatenare alcuno schema patologico.

Patrice Malaval