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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
Nervo trigemino
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Il nervo trigemino è il più grande di tutti i nervi cranici. Come per tutti i nervi ce n'è uno per la destra ed uno per la sinistra. È di natura sensitiva per la sensibilità di tutto il viso e della testa. Una parte delle sue fibre è invece di natura motoria, per i muscoli della masticazione. Esso origina dal ponte (struttura al centro dell'encefalo), in corrispondenza del bordo superiore con una piccola radice motoria (nucleo masticatorio) ed una grande radice sensitiva (nucleo caudato). La voluminosa parte sensitiva è posta dietro e lateralmente alla piccola parte motoria.

1- Parte sensitiva

La radice sensitiva ha le fibre provenienti dal ganglio di Gasser, situato sulla faccia anteriore della rocca petrosa e che ha funzioni analoghe a un ganglio spinale. Da esso infatti partono i prolungamenti di cellule monopolari che si biforcano in rami esterni e interni. Questi ultimi formano la radice sensitiva che penetra nel ponte di Varolio, in corrispondenza della faccia esterna di questo, e si dividono subito in rami ascendenti e discendenti. I primi terminano nel nucleo sensitivo del trigemino, situato al limite inferiore del ponte, gli altri, invece, terminano nel lungo nucleo gelatinoso esteso dal terzo inferiore del ponte alla porzione inferiore del bulbo.

La parte sensitiva del nervo trigemino, è la sola che ha a che fare col dolore, è più grande della parte motoria ed origina dal ganglio semilunare o "di Gasser".

 Le cellule del ganglio danno origine a tutte le fibre sensitive, aperte a T, con un ramo vanno verso il ponte, la radice sensitiva, e l'altro verso il viso. La quota diretta al viso si divide in tre rami.

1-1 Nervo oftalmico o V1

Va verso l'occhio, la fronte ed in parte verso il naso, attraverso la fessura orbitaria superiore. È il più piccolo e porta con sé le fibre del ganglio ciliare, che innervano i vasi, l'iride e le mucose dell'occhio. Ricapitolando, la branca oftalmica, innerva la fronte, l'occhio e parte del naso. Il dolore in questa zona è dovuto alla branca oftalmica.

Si divide allora nei suoi rami terminali:

A . nervo nasale, che innerva la cute e la congiuntiva dell'angolo interno dell'occhio e la cute del lobulo del naso,

B . nervo lacrimale, che innerva la cute e la congiuntiva dell'angolo esterno dell'occhio, oltre alla ghiandola lacrimale;

C . nervo  frontale, che innerva la palpebra superiore e la cute della regione frontale. Al n. oftalmico è connesso il ganglio ciliare, che riceve rami dal nervo nasale, dal n. oculomotore comune, dal simpatico, e da cui partono i rami ciliari brevi, destinati alla sclera, alla coroide, alla cornea e all'iride.

1-2 Nervo mascellare o V2

Fuoriesce di lato al naso, dal forame infraorbitale. Innerva gran parte della meninge cranica, la superficie cutanea sotto l'occhio e di lato al naso e, con la branca alveolare superiore, i denti dell'arcata dentaria superiore dallo stesso lato. È subito sotto la radice dei denti ed è coinvolto nella loro sofferenza.

Entra nel canale sottorbitale e ne esce distribuendo i suoi rami alla palpebra inferiore, all'ala del naso e al labbro superiore. Fornisce i rami sfenopalatini al ganglio sfenopalatino di Meckel, al quale arrivano anche rami del facciale e del simpatico. Dal ganglio nascono i nervi palatini che si distribuiscono alla mucosa della vòlta palatina e al palato molle e i nervi nasopalatini che innervano la mucosa nasale. Dal nervo mascellare inoltre, nel suo tragitto extracranico, partono: il nervo zigomatico, che innerva la cute della regione mascellare e della parte anteriore della regione temporale, e i nervi alveolari superiori, che si distribuiscono alle gengive e alle radici dei denti superiori..

1-3 Nervo  mandibolare o V3

 Fuoriesce dal forame ovale alla base del cranio. Va verso la mandibola nel canale mandibolare, anche in questo caso contiguo alla radice dei denti. Si associano a questo ramo le fibre provenienti dalla parte motoria originate nel ponte, per i muscoli della masticazione.

Il nervo mandibolare esce dal cranio attraverso il forame ovale e si divide subito dopo nei rami terminali:

A . n. linguale (tonsille e parte posteriore della mucosa boccale; ghiandola sottolinguale; due terzi anteriori del dorso della lingua);

B . n. masticatorio (rami motori ai muscoli temporale, masseterino, pterigoideo esterno e interno; cute e mucosa delle guance e dell'angolo boccale);

 C . n. auricolo-temporale (all'articolazione mascellare, alla cute del padiglione dell'orecchio e del condotto uditivo esterno, alla ghiandola parotide);

 D . n. alveolare superiore (gengive e radici dei denti inferiori; cute e mucose del labbro inferiore e del mento; rami motori al muscolo miloioideo e al ventre anteriore del digastrico).

Con il nervo mandibolare è connesso il ganglio otico di Arnold, situato all'uscita del forame ovale. A questo ganglio arrivano rami anastomotici dal facciale, dal glossofaringeo, dal simpatico, e ne fuoriescono rami destinati al muscolo tensore del velo palatino, al muscolo tensore del timpano e alla chorda tympani.

2 - Parte motoria

 Origina da un nucleo pontino,il principale, e da un nucleo mesencefalico. Essa non ha a che fare con il dolore.

 Le fibre motorie, innerva i muscoli della masticazione, oltre al miloioideo e al ventre anteriore del digastrico; con le fibre sensitive, innerva la cute e le mucose della faccia. I rami distribuiti alla lingua hanno anche funzione gustativa. Esistono poi fibre secretorie destinate alle ghiandole lacrimale, parotide, sottolinguale e sottomascellare, e fibre trofiche per l'occhio. Attraverso le connessioni simpatiche del ganglio oftalmico il trigemino fornisce dei filuzzi irido-dilatatori. Finalmente, anche la sensibilità delle meningi cerebrali è in buona parte retta dal nervo in questione.

 

Ciò premesso, si comprende come una lesione del tronco del trigemino possa provocare l'insorgenza dei seguenti sintomi morbosi:

1. disturbi sensitivi estesi alla cute della fronte, del capo (parte anteriore), delle palpebre, delle guance, del padiglione dell'orecchio e del condotto uditivo esterno; al globo oculare; alla mucosa delle cavità nasale e boccale; alle meningi;

2. disturbi motori a carico: dei muscoli masticatori (mandibola deviata verso il lato malato quando è proiettata in avanti, nei casi di lesione unilaterale; mandibola immobile e pendente nelle lesioni bilaterali); dei muscoli miloioideo e digastrico (pavimento boccale ipotonico); del muscolo tensore del velo palatino (velo mobile del palato innalzato per l'azione antagonista dell'elevatore del velo palatino);

3. alterazioni (diminuzione o abolizione) dei riflessi corneale, palpebrale, nasale, palatino. La scomparsa o anche soltanto la torpidità del riflesso corneale è un segno importantissimo delle lesioni incipienti del trigemino; è spesso il primo sintomo premonitore di un tumore dell'angolo pontocerebellare,

4. disturbi trofici: ulcera corneale, herpes zoster;

5. disturbi secretorî (lacrime, sudore, saliva), termici, circolatorî. Questa sindrome, piuttosto rara a osservarsi in pratica, si manifesta quando il nervo sia leso al disopra del ganglio di Gasser. Dalla descrizione fatta antecedentemente è possibile ricostruire quale sintomatologia può essere provocata dalla lesione di uno o dell'altro dei tre rami terminali del nervo.A carico del trigemino possono osservarsi disturbi motorî e disturbi sensitivi. Il nervo o i suoi rami possono essere lesi da tumori, meningiti, carie ossea, fratture, aneurismi posti lungo il decorso. Può trattarsi di una nevrite tossica o infettiva.

Può finalmente avvenire che un processo morboso a carico del tronco dell'encefalo leda i nuclei.I disturbi motorî a carico del trigemino possono essere di tipo irritativo o di tipo paralitico. Nel primo caso si hanno degli spasmi dei muscoli masticatori: il cosiddetto trisma che s'osserva tipicamente nel tetano, ma che si può verificare anche in casi di meningiti, di otiti acute, di mastoiditi, di trombosi settiche del seno laterale, di malattie dentarie. Nel secondo caso si ha paralisi dei muscoli masticatori, con le caratteristiche descritte più sopra.Ma poiché il 5° paio è un nervo in grandissima prevalenza sensitivo, il disturbo più tipico e di gran lunga più frequente è la nevralgia del trigemino o nevralgia facciale o prosopalgia. Gran parte delle nevralgie del trigemino sono ancora dette essenziali perché compaiono senza cause apprezzabili, generalmente in soggetti con una tara neuropatica, più spesso nelle donne.

 
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(Prende il nome da Johann Lorenz Gasser, anatomico austriaco – Vienna, 1723-1765), o ganglio semilunare, g. nervoso situato nella fossa cranica media in una duplicatura della dura madre, all’apice della rocca petrosa  da questo g. prendono origine i nervi oftalmico, mascellare e mandibolare, che costituiscono le tre branche di divisione del nervo trigemino.

Tale ganglio si trova appoggiato sulla rocca petrosa dell’osso temporale ma resta esterno alla meninge esterna (o dura madre), che tappezza l’interno del cranio.Cioè è come se si trovasse "appiccicato al muro ma sotto la tappezzeria".Pertanto una disfunzione della base del cranio può pregiudicare molto facilmente la fisiologia del ganglio di Gasser poiché esso si adatta fedelmente ai movimenti e quindi anche alle disfunzioni cranio-sacrali.

 
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Patrice Malaval