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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
Posizione
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La posizione seduta corretta

Le regole da rispettare in ufficio e durante lo studio

Mantenere il rachide ben allineato, le curve della colonna vertebrale devono conservare le fisiologiche ampiezze. In particolare il sacro deve essere appoggiato allo schienale e la lordosi lombare ben mantenuta. Testa ben allineata al collo. I piedi devono essere ben appoggiati al pavimento e l’inclinazione tra coscia e gamba deve approssimativamente formare un angolo di 90°. Spalle rilassate con appoggio dei gomiti ai braccioli o alla scrivania. Le dimensioni della scrivania e della sedia devono adattarsi alle esigenze di chi la usa.

Le regole da rispettare al computer

Caratteristiche del tavolo

L'altezza del tavolo da lavoro dovrebbe essere regolabile tra i 65 e i 85 cm. Se fisso tra i 70 e i 75 cm. Sono consigliati l'uso di tavoli con il piano per la tastiera scorrevole e collocato più in basso rispetto al piano del tavolo sul quale viene posizionato lo schermo. E comunque l'altezza della tastiera deve essere tale da garantire il corretto posizionamento degli avambracci e dei polsi. Le dimensioni del tavolo da lavoro dovrebbero essere di m. 0.90 x 1.4/1.6 nel caso di lavoro di ufficio non dedicato solo al VDT, di almeno m. 0.90 x 1.00 nel caso di uso esclusivo di VDT. La letteratura tecnica evidenzia che lo spazio per le gambe deve avere come minimo una larghezza di 70 cm., una profondità di 60 cm. in corrispondenza delle ginocchia e di 80 cm. in corrispondenza dei piedi. I piani di lavoro devono avere coefficienti di riflessione inferiori a quelli dei documenti (0,3-0,5). Il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile e deve essere collocato in modo da ridurre al minimo i movimenti della testa e degli occhi. La collocazione ottimale del portapagine è tra schermo e tastiera oppure a lato dello schermo.

Caratteristiche della sedia

Il piano del sedile deve avere una larghezza che va dai 40 ai 50 cm., la profondità dai 38 ai 42 cm e l'altezza regolabile tra i 38 i 50cm. L'imbottitura deve essere semirigida con spessore di 2 cm. Il materiale del sedile deve essere di materiale traspirante e antisdrucciolo. Lo schienale deve essere regolabile in altezza ed in inclinazione. Per quanto riguarda l'altezza deve essere regolabile tra i 20 e i 40 cm.; avere una larghezza tra i 36 e i 40 cm.; un rigonfiamento lombare di 2-4 cm. L'inclinazione deve essere regolabile tra i 90° e i 110° mentre la forma concava dello schienale deve avere un raggio da 40 a 50 cm. I braccioli devono avere un'altezza di cm. 20-25 dal piano di seduta. La sedia deve essere girevole per evitare dannose torsioni della colonna. La sicurezza della sedia viene garantita inoltre dalla presenza di un basamento più ampio del sedile e da 5 razze. Le rotelle collocate sotto le razze devono essere del tipo frizione antiscivolo.

Tastiera

La tastiera deve essere orientabile e dissociata dallo schermo per consentire all'operatore di assumere una posizione confortevole e tale da non provocare l'affaticamento delle braccia o delle mani. La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare i riflessi. La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti devono tendere ad agevolare l'uso della tastiera stessa. I simboli dei tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di lavoro. Lo spazio davanti alla tastiera dev'essere sufficiente onde consentire, a chi lo desideri, un appoggio per le mani e gli avambracci. Si consiglia l'utilizzo di particolari tastiere, abitualmente definite "ergonomiche", che hanno una forma ad onda e a leggera piramide che garantisce un corretto allineamento del polso. E' necessario ricordare che l'uso del mouse prolungato oppure usato in una posizione dell'avambraccio e del polso scorretta può provocare l'insorgenza di patologie muscolo-tendinee a carico delle zone sopracitate.

Schermo

Lo schermo deve essere preferibilmente posizionato a una distanza dall'operatore compresa tra i 35 cm. e i 60cm. Il raggio visivo partente dall'occhio dell'operatore seduto, diretto verso il basso, in corrispondenza del punto centrale dello schermo, deve formare con l'orizzontale un angolo di 15°/20°. I caratteri sullo schermo devono avere una buona definizione e una forma chiara, una grandezza sufficiente e vi deve essere uno spazio adeguato tra caratteri e linee. L'immagine sullo schermo deve essere stabile; esente da sfarfallamento o da altre forme d'instabilità. La luminosità e il contrasto tra i caratteri e lo sfondo dello schermo devono essere facilmente regolabili da parte dell'operatore e facilmente adattabili alle condizioni ambientali. Lo schermo non deve avere riflessi e riverberi che possono causare disturbo all'operatore.

La posizione corretta



In complesso il sistema tavolo-sedia deve consentire all'operatore una postura corretta: devono essere mantenute le fisiologiche ampiezze delle curve della colonna, con spalle rilassate, muscolatura del collo senza tensione, angoli gomiti e ginocchia di circa 90°. Lo schermo deve essere collocato rispettando le modalità sopra esposte.

L'avambraccio e il polso devono rimanere in linea durante il lavoro alla tastiera. Affinché ciò avvenga è necessario che gli avambracci si trovino leggermente più in alto rispetto alla tastiera. Scegliere perciò l'altezza del tavolo dove viene collocata la tastiera e quella dei braccioli della sedia dove si appoggiano gli avambracci, in modo da realizzare le condizioni sopra enunciate. Nel caso in cui la sedia non sia munita di braccioli adatti, ovviare, sistemando sul tavolo, davanti alla tastiera, idonei rialzi (supporti morbidi) dove appoggiare gli avambracci.
Nel caso di una attività che comporta inserimento di dati o digitazione di testi, si consiglia di collocare il documento su di un leggio per avvicinarlo il più possibile al piano verticale, o quasi, del video. Inclinazione e distanza del portadocumenti devono essere uguali a quelle dello schermo in modo da evitare una continua messa a fuoco della vista.
Se lo sguardo è rivolto prevalentamente al testo da digitare e alla tastiera il foglio deve essere piazzato il più vicino possibile alla tastiera.

Nel caso invece di una attività di programmazione la disposizione consigliata quindi è quella indicata nelle figure a lato. Come si vedrà in seguito, il funzionamento degli occhi influenza notevolmente la posizione della testa, del collo e della colonna in genere. E' innegabile che il lavoro al videoterminale solleciti soprattutto la funzione visiva, alla quale è richiesto costantemente l'adattamento dell'occhio alla luminosità, diversa a seconda degli oggetti osservati (schermo, documenti, tastiera, ecc..) e la focalizzazione dell'immagine.
Diventano quindi fondamentali le scelte relative all'illuminazione del locale e alle caratteristiche del video (colore e nitidezza dei caratteri, riflessioni sullo schermo, ecc..). Gli specialisti del settore consigliano schermi a "contrasto positivo", cioè con fondo chiaro e caratteri scuri.
L'illuminazione del locale deve essere di giusta intensità e gli effetti di abbagliamento e riflessione sullo schermo molto contenuti. Per questo anche la luce naturale deve essere controllata evitando inoltre che davanti o dietro il video ci siano finestre. C'è da dire che le due operazioni principali che l'organo visivo è chiamato a svolgere davanti al VDT richiedono, relativamente all'illuminazione, condizioni opposte. Per le letture del testo da digitare e per il controllo visivo della tastiera è necessario un livello di luminosità piuttosto elevato, mentre per la lettura delle informazioni sul videoschermo è invece importante il contrasto fra i caratteri e lo sfondo dello schermo, contrasto che tende a diminuire quanto più aumenta il livello dell'illuminazione ambientale a causa della sovrapposizione della luce. L'illuminazione ambientale deve perciò tenere conto di questo fattore ed evitare una riduzione del contrasto dello schermo e permettere una facile lettura del testo da digitare.
Anche tra la scrittura del testo e la carta deve esserci un sufficiente contrasto. Sono perciò inadeguati i testi su fogli lucidi trasparenti, fotocopie mal riuscite ecc. Evitare la carta colorata.
Anche se vengono acquisite condizioni posturali ottimali è indiscusso che l'attività di videoterminalista provochi affaticamento dell'apparato oculare e conseguentemente di alcuni distretti muscolari come quello cervicale e quello mascellare.
Per limitare queste conseguenze si devono muovere gli occhi con regolarità spaziando continuamente su tutto lo schermo. Controllare costantemente che la muscolatura del collo anteriore e posteriore e quella mascellare rimangano rilassate.
Se il tempo trascorso davanti al computer è lungo, organizzare delle regolari pause durante le quali si possono effettuare esercizi facili e decontratturanti.
Il già citato D.Lgs. 626/94 prevede che, in assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione dell'attività, il lavoratore comunque abbia diritto ad una pausa di 15 minuti ogni due ore di applicazione continuativa al videoterminale. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati a tutti gli effetti tempo di lavoro, qualora il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro.

Il lavoro al videoterminale ed i suoi effetti sulla salute

I principali problemi legati all'uso del videoterminale possono essere:

I disturbi per la vista e per gli occhi
I disturbi da affaticamento fisico o mentale
I disturbi muscolo-scheletrici e posturali

Ci soffermeremo sui disturbi posturali

Disturbi posturali

Caratteristica peculiare del lavoro d'ufficio in genere ed in particolare del lavoro al terminale è la postura in posizione seduta mantenuta praticamente fissa per ore.
Purtroppo questo atteggiamento posturale, oltre a caratterizzare in generale le attività che si svolgono in ufficio, è l'atteggiamento posturale prevalente del nostro stile di vita attuale, si pensi alle lunghe ore trascorse in auto o davanti alla televisione per cui i possibili danni causati da questa postura derivano oltre che dal lavoro anche dallo stile di vita. Le conseguenze fisiologiche di questo tipo di utilizzo passivo e, per certi aspetti innaturale dell'apparato locomotore, sono molteplici: riduzione del consumo di energie con tendenza al sovrappeso ed alla obesità, ristagno venoso a livello degli arti inferiori sovraccarico funzionale della muscolatura coinvolta nell'assetto statico del corpo con contemporanea perdita di tono degli altri gruppi muscolari, sovraccarico funzionale della colonna vertebrale. Tali modificazioni portano all'aumento di peso, noto fattore di rischio per la patologia cardiovascolare, al rilassamento della muscolatura specie addominale, alla possibile insorgenza di varici a livello degli arti inferiori, di emorroidi, di dolori muscolari a carico dei muscoli antigravitari e posturali sollecitati in eccesso dalla posizione scorretta, di dolenzie periarticolari da compressione o trazione sulle capsule articolari, sui tendini e sui legamenti, di parestesie da compressione dei tronchi nervosi. A tutto questo, si aggiungono gli atteggiamenti paramorfici (cifosi, lordosi, scoliosi), e i sintomi di sovraccarico a livello della colonna vertebrale cervico-dorsalgie e lombalgie. Il disagio sarà più marcato quanto più la posizione di lavoro costringerà le articolazioni a mantenere posizioni estreme (ad esempio una flessione totale o una iperestensione) e, in linea generale, la sua entità sarà maggiore al crescere del numero delle articolazioni coinvolte nel mantenimento della postura ed aumenterà se le masse muscolari impegnate nel mantenimento della posizione sono strutturalmente deboli (muscoli piccoli, con poche fibre muscolari). I disturbi sopraeleneati sono comuni a tutti coloro che svolgono in prevalenza attività sedentarie anche se ancora più frequenti tra gli addetti ai videoterminali per il contenuto dello sforzo visivo con necessità di mantenere la testa in posizione fissa, o viceversa di spostarla continuamente per fissare la tastiera, il video ed eventualmente i documenti da visionare. In ogni caso, si realizza un notevole carico zonale statico e dinamico dei muscoli del cingolo scapolare che può risultare particolarmente gravoso specie se coestistono difficoltà visive che costringono il lavoratore ad assumere posizioni innaturali o forzate ed è frequentemente causa di cervicalgie e di cefalee di origine muscolotensiva. E' stata descritta una particolare incidenza di "sindrome del tunnel carpale" tra gli operatori di VDT. Si tratta di una neuropatia a carico del nervo mediano provocata dalla compressione meccanica del nervo nel passaggio attraverso un canale osseo localizzato al polso da parte dei tessuti fibrosi circostanti che per varie cause degenerano e si ispessiscono. La sintomatologia consiste in dolori e parestesie localizzate alla mano ed all'arto superiore e nella progressiva alterazione funzionale del nervo mediano. L'insorgenza della malattia nel caso dei videoterminalisti potrebbe essere favorita dalle sollecitazioni microtraumatiche della digitazione e dalla relativa stasi circolatoria causata dal prolungato appoggio delle estremità.


Ricapitolando i principali disturbi muscolo-scheletrici sono:

rigidità
dolore
senso di fastidio a:
schiena
spalle
collo
braccia
polso
mani
gambe

Guida di automezzi

Molte sono le persone che per lavoro o per spostarsi sono costrette a rimanere per diverse ore al giorno sedute su di un mezzo di trasporto. Tali circostanze impongono il rispetto di regole ergonomiche e posturali idonee se si desidera prevenire patologie osteo-muscolari. Più precisamente:

Regole da rispettare in auto

Regolare lo schienale dell’auto ad una angolazione di 110°/120°. Posizionare i glutei e l’osso sacro a contatto con lo schienale. La nuca deve essere sempre a contatto con il poggiatesta. La schiena deve poggiare completamente sullo schienale, con un supporto lombare che mantenga la lordosi fisiologica. Regolare il sedile in modo che l’angolo tra coscia e gamba sia all’incirca di 120°. La distanza dal sedile deve poter permettere un’angolazione tra braccio e avambraccio di circa 120°/130°. Il sedile rigido deve essere preferito a quello morbido; è essenziale che il peso delle cosce venga completamente sostenuto per prevenire la stanchezza e distribuire il peso su un'area maggiore. Un sedile regolabile in lunghezza sarebbe, per i motivi elencati sopra, la condizione ottimale. Spesso viene raccomandato di tenere le mani sul volante alle "10 e 10", tale posizione però costringe la persona ad incurvare le spalle e a tenere le braccia e le spalle alzate, inducendo facilmente alla stanchezza. In caso di emergenza è una posizione instabile, dato che il guidatore tenderà ad aggrapparsi al volante piuttosto che a controllarlo. Se invece si tiene il volante alle "7 e 25", le spalle stanno in posizione naturale e la parte superiore del braccio resta verticale, riducendo notevolmente la stanchezza. Inoltre, in caso di emergenza, la posizione è resa stabile dal fatto cha la spalla e il braccio si possono appoggiare contro lo sportello e la presa diventa molto salda.

Regole da rispettare in moto

In moto ancor più che in automobile, si subiscono contraccolpi che si possono tradurre in veri e propri microtraumi per i dischi intervertebrali, quando la postura adottata non è quella corretta. Appoggiare sulla sella la zona corrispondente alle tuberosità ischiatiche. Mantenere la colonna allineata. La testa sarà sul normale prolungamento del collo mentre i piedi saranno ben appoggiati. Cercare di mantenere la zona delle spalle rilassata evitando di tenere le mani troppo strette sul manubrio.

Posizione corretta
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Posizione errata
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Al computer
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Posizione corretta
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Posizione errata
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Patrice Malaval