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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
 

Il termine "sinusite" definisce la condizione determinata dalla presenza di uno stato infiammatorio acuto o cronico che interessa i seni paranasali.
Sono delle cavità piene di aria inserite nello spessore delle ossa craniche, a livello della radice del naso ed al di sotto delle sopracciglia, che comunicano con il naso attraverso dei piccoli condotti, gli osti, i quali consentono il passaggio nel naso del muco prodotto dalla mucosa che riveste i seni.

Quando si instaura l’infiammazione che caratterizza appunto la sinusite si osserva un aumento nella produzione di muco unitamente ad un restringimento degli osti, situazione che può ostacolare il normale drenaggio del muco verso la cavità nasale. Il ristagno del muco nei seni paranasali può favorire lo sviluppo di microrganismi patogeni e di conseguenza l’insorgenza di una vera e propria infezione.

La sinusite si può scatenare in seguito ad un qualsiasi processo infiammatorio delle cavità paranasali.

Spesso questo è determinato da una rinite di origine virale (Rhinovirus o altri della famiglia Picornaviridae), batterica (Staphylococcus aureus, Streptococcus pyogenes tra i tanti), fungina (in caso di immunodeficienza) o non infettiva (ad esempio rinite allergica).Si può quindi sviluppare, così come altre infiammazioni di cavità del cranio (otiti, mastoiditi), in seguito ad un'espansione di un'infezione che colpisce prima l'orofaringe.Meno sovente la causa di sinusite può essere un'infezione dell'arcata dentaria superiore, che si mette in comunicazione con le cavità paranasali tramite la radice dei denti molari o più raramente dei denti premolari che demolisce il pavimento dei seni mascellari determinando un ostio di comunicazione.

Seni Paranasali
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I seni paranasali sono cavità naturali situate nello spessore delle ossa del viso che circondano gli occhi, il naso e le guance. Hanno una struttura a forma di tasca o di valle e fungono da cassa di risonanza, amplificando i suoni e la voce; inoltre, queste cavità piene d'aria (spazi pneumatici) aumentano la percezione degli odori ed alleggeriscono il massiccio frontale, rendendo il cranio meno pesante nel suo complesso.


I seni paranasali comunicano direttamente con le cavità nasali, situate internamente al naso e separate dal setto nasale (le cavità nasali umidificano, riscaldano e depurano l'aria inspirata grazie alla presenza di muco e ciglia che trattengono le impurità; inoltre, nella parte superiore contengono cellule specializzate nella percezione degli odori).I seni paranasali sono rivestiti da mucosla respiratoria, la stessa che tappezza le fosse nasali, e in tutto se ne distinguono 4 paia:

1 - seni frontali: coppia di cavità aeree di piccole dimensioni situate nell'osso frontale, sopra le orbite; ogni seno frontale comunica con il meato medio della fossa nasale omolaterale per mezzo del dotto nasofrontale (o rinofrontale).


2- seni mascellari: seni paranasali situati, uno per lato, nello spessore osseo superiore della mascella omolaterale, appena sotto l'orbita (di cui ne determinano il pavimento con la loro parete superiore). La loro parete inferiore mantiene stretti rapporti con le radici dentarie, in particolare con il primo molare superiore e gli ultimi premolari. Rappresentano gli spazi aerei più ampi tra i vari seni paranasali e comunicano con il meato medio della cavità nasale omolaterale attraverso l'ostio naturale (orifizio di drenaggio).

3,4 - seni etmoidali e seni sfenoidali: comprendono tutte le cellette etmoidali e sfenoidali, intese come cavità pneumatiche scavate rispettivamente nello spessore dell'osso etmoide e dello sfenoide.


Terapia

Terapia medica farmacologica

Forme acute
La terapia delle forme acute è prevalentemente medica e si basa sull'utilizzo di antibiotici per 7-10 giorni (meglio se specifici in base ai risultati dell'esame colturale), di antiinfiammatori e di cortisone
(nei casi più gravi), di antiistaminci, di decongestionanti nasali (gocce), di terapia aerosolica con farmaci antibiotici, mucolitici e antiinfiammatori per uso topico eseguita con idonee apparecchiature.

Forme croniche
La terapia delle forme croniche che non necessitano di soluzione chirurgica
si basa sull'utilizzo di: antibiotici, di immunostimolanti, di antiistaminici, di spray di corticosteroidi ad uso topico, di lavaggi nasali con soluzioni idrosaline, di terapie inalatorie con farmaci o acque termali eseguite con idonee apparecchiature.

Terapia Termale
Molto utile nelle forme croniche è una assidua terapia termale con aerosol sonici, irrigazioni nasali e inalazioni.
Per coloro che non possono recarsi ai centri termali è possibile anche eseguire le terapie termali a "domicilio" mediante apposite preparazioni di acque termali utilizzando idonei strumenti per irrigazioni nasali e aerosol .

Terapia omeopatica
Una possibile alternativa alle terapie farmacologiche tradizionali può essere rappresentata dalla
Terapia omeopatica

Terapia chirurgica

Gli interventi possono essere eseguiti per via endoscopica, all'interno delle fosse nasali, con l'utilizzo di strumenti a fibre ottiche (Functional Endoscopic Sinus Surgery) (F.E.S.S.) oppure con accesso esterno dalla parete anteriore del seno mascellare (intervento di Caldvel Luc).
Le due tecniche, che si eseguono in anestesia generale, possono essere combinate.

Osteopatia
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L’Osteopatia può essere molto efficace nell’aiutare il corpo a risolvere questi problemi.Facciamo ora un piccolo approfondimento su come può insorgere una congestione sinusale.

Uno dei principi cardine dell’Osteopatia cranio-sacrale è che le ossa del cranio non sono fuse, saldate e che le suture sono disegnate in modo da permettere una piccola mobilità. Il piccolo movimento che si realizza nel cranio ha un range millimetrico. Il movimento è ritmico e descrive un’oscillazione ed un flusso simile al movimento con cui la gabbia toracica si espande e contrae durante la respirazione. Il movimento proprio delle ossa del cranio è considerato importante per l’intera salute, non solo quella della testa.Nel caso della congestione sinusale alcune delle ossa più piccole del cranio, agiscono come un pistone per i seni man mano che compiono il loro movimento.

Quando le ossa sono ‘inceppate’ e le suture del cranio diventano compresse, questa mobilità delle ossa del cranio che agiscono da pistone può diminuire. Il risultato, è che i seni diventano incapaci di drenare il muco che si accumula di conseguenza nei seni. Se non si ripristina la mobilità, allora i seni diventano congestionati e più predisposti ad infezioni. A volte, la diminuzione di mobilità può non essere un problema finché qualcosa come una infezione del tratto respiratorio superiore soffoca la capacità del corpo di drenare i seni a causa di una aumentata produzione di muco. Parte di ciò è dovuta ad una variazione dei gradi con cui il movimento a pistone si realizza. Più questi variano, più difficilmente il corpo riuscirà a drenare i seni anche in assenza di infezioni.

Ma perchè lo squilibrio delle ossa craniche è tanto importante? Perchè può influire negativamente sul corretto funzionamento del sistema nervoso e sul normale flusso sia del sangue, sia del liquido cefalorachidiano, che circola attorno al cervello e lungo il midollo spinale e nel quale sono contenuti ormoni dell`ipofisi, enzimi e anticorpi indispensabili per la salute delle cellule.

Gli Osteopati diagnosticano le restrizioni di mobilità delle suture e la ridotta mobilità del ritmo delle ossa del cranio. In seguito, lavoreranno per liberare le suture compresse ripristinando la normale mobilità delle ossa del cranio permettendo in questo modo la necessaria azione di pompa-pistone. Questa azione permette ai seni di drenare, migliora la circolazione sanguigna e innesta il meccanismo di guarigione del corpo che in questo modo impiegherà meno tempo a risolvere i problemi.Questo è solo una parte della diagnostica osteopatica nel trattamento di una congestione dei seni. Vengono sicuramente valutati anche altri fattori quali la congestione venosa e linfatica del cranio, il coinvolgimento del nervo trigemino che  innerva i seni, restizioni della gabbia toracica e molte altre componenti.

La respirazione primaria è influenzata dalla mobilità delle ossa del cranio e del sacro. Infatti, se esiste un blocco, per cui queste ossa non si muovono correttamente, a risentirne è il flusso del liquido cefalorachidiano e, di conseguenza, il ritmo della respirazione primaria.
Il terapeuta, appoggiando le mani sulle spalle, tra la clavicola e la scapola, verifica poi che la circolazione venosa, arteriosa e linfatica sia fluida. Controlla quindi i tre diaframmi, quello cranico, dietro l`orecchio, quello toracico e quello pelvico, per vedere se la respirazione è corretta. Ancora oggetto di attento esame, sempre con le mani, sono il ganglio sfenopalatino (situato all`interno della cavità orale) e il ganglio cervicale superiore (che si trova tra la base del cranio e le prime due vertebre cervicali). Questi due gangli (costituiti da gruppi di cellule nervose), sono molto importanti perchè regolano lo stato di tutte le mucose, comprese quelle dei seni paranasali.

Come per l'occipite e lo sfenoide, l'osso frontale ha un duplice movimento di rotazione esterna ed interna. Evidentemente, anche i seni frontali hanno lo stesso movimento. In caso di sinusite, questo movimento ritmico è perturbato a livello dell'osso frontale. Per ristabilirlo, l'osteopata pone le mani sulla fronte, le estremità delle dita poste leggermente al di sopra delle orbite, ad ambo i lati della sutura frontale (sutura metopica), ormai obliterata. In questa posizione, egli esercita una serie di lievi pressioni che si integreranno con l'influsso craniale e contribuiranno a drenare i seni frontali. I seni mascellari comunicano con le fosse nasali mediante lo hiatus mascellare. Il mascellare superiore, formato da due ossa simmetriche (dette anche "mascellari superiori"), partecipa alla formazione della cavità buccale, delle fosse nasali, delle orbite e della fossa zigomatica. Il mascellare ha, come le ossa sopra citate, un duplice movimento di rotazione, esterna ed interna; una sinusite localizzata a questo livello o un trauma ostacolano tale movimento.

Le membrane di tensione reciproca

Si passa poi al controllo delle ossa craniche, in particolare del frontale, perchè è quello più esposto ai traumi e che può avere subito maggiori lesioni durante il parto.
Una volta accertato il disturbo si passa al trattamento per rimettere in equilibrio quello che è stato trovato in disarmonia. L`obiettivo è di facilitare il drenaggio venoso e linfatico della testa e del collo, in modo da alleviare la congestione cronica, dando all`organismo una migliore possibilità di combattere e debellare l`infiammazione dei seni paranasali. Inoltre l`osteopata cerca di eliminare eventuali blocchi presenti nella regione superiore del torace e nella regione cervicale e si accerta che le clavicole si muovano liberamente. Infine, riequilibra le ossa della testa e del volto.

Temporale

La poca quantità di movimento presente nelle articolazioni e nelle strutture membranose del cranio è stata documentata bene dalle fonti osteopatiche e scientifiche. Quando le ossa temporali si muovono normalmente aiutano il drenaggio del fluido, attraverso le tube di Eustachio, fino alla gola. La mobilità delle ossa temporali può essere inficiata da un trauma da parto o da traumi nella prima infanzia. Le tecniche manipolative osteopatiche possono restituire mobilità sia alle ossa temporali che all’intero meccanismo craniale, e ciò migliora il drenaggio del fluido dall’orecchio medio. Se il fluido non è presente, le infezioni sono rare. Il trattamento manipolativo inoltre favorisce il drenaggio linfatico del collo e del torace e può migliorare l’apporto di sangue arterioso e il drenaggio venoso. L’assistenza del sistema immunitario, in questo modo, migliorata la salute generale del corpo, aiuta anche nella prevenzione di infezioni future.

Cervicale

Dato però lo strettissimo rapporto che sussiste tra cranio e colonna cervicale, si può affermare con sicurezza che ogni problema a livello di ossa craniche/palato/mandibola abbia una grande influenza sul rachide cervicale.

Il “tramite” tra questi due problemi è spesso la lingua, che in caso di accorciamento determina l’inarcarsi del collo.Per questo motivo, anche se le due sintomatologie appaiono sconnesse, occorre impostare, tramite attenta valutazione, un piano riabilitativo che tenga conto di entrambi i fattori, perchè non esiste collo che lavori bene se la respirazione non è libera e corretta.L’ intimo collegamento tra sinusite e cervicalgia è spesso visibile dopo una seduta,l’immediato alleggerimento della tensione cervicale provoca spesso nei giorni successivi una spontanea (e benefica) secrezione di muco dal naso.

 
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Patrice Malaval