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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
Stipsi
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Quattro milioni le persone afflitte da stipsi, con una prevalenza media dell’8%, nettamente superiore nelle donne (l’11% contro il 5%) e negli anziani (11%). E, soprattutto fra questi ultimi, sono anche più numerosi coloro che credono di soffrire di questo disturbo e che, invece, sono del tutto sani.
Ma quando è vera stipsi?. “Quando la funzione intestinale è normale – ha aggiunto Scarpignato – l’evacuazione può avvenire da 1-2 volte al giorno a giorni alterni. In caso di stipsi il numero di evacuazioni deve essere inferiore a 3 volte a settimana e/o almeno una volta ogni quattro la defecazione deve associarsi ad un impegno eccessivo della muscolatura addominale (uno “straining” secondo la terminologia angloassone)”. Quest’ultimo è un campanello d’allarme molto importante. “La spinta si associa alla produzione di feci troppo dure che nel tempo esercitano un danno al pavimento pelvico e, a lungo andare possono causare malattia emorroidaria o ragadi”.
Quando è occasionale, la stipsi non è una malattia, ma un fastidioso disturbo di cui molti soffrono solo in particolari circostanze: durante un viaggio, per il cambiamento di alimentazione e di clima, dopo un ricovero ospedaliero, dopo l'uso prolungato di farmaci come gli antinfiammatori o i diuretici oppure quando mutano abitudini; per esempio, non sono poche le persone che non riescono ad andare in bagno fuori da casa propria.
“Quando parliamo di stipsi non bisogna dimenticare che la funzione intestinale ha proprie regole, che occorre imparare a rispettare: innanzi tutto quelle dell’alimentazione. Spesso, non ci si nutre in modo giusto, perché non si assume un’adeguata quantità di fibre e liquidi. Il corpo umano è una macchina perfetta – ha messo in evidenza Scarpignato - che ha bisogno, per carburarsi adeguatamente, di assumere ogni giorno almeno 30 grammi di fibre e 1,5-2 litri di fluidi (acqua, spremute di frutta, thè e altri liquidi)”.
E altrettanto spesso non ci si muove a sufficienza. L’assenza di moto e di attività fisica può contribuire a rallentare le normali funzioni fisiologiche intestinali. Sebbene la prevalenza della stipsi in Italia sia inferiore a quella degli Stati Uniti (18%) o della Francia (14%), essa può essere ulteriormente ridotta con l’adozione di adeguati comportamenti igienico-dietetici. Infatti, la vita quotidiana con i suoi ritmi sempre più serrati può contribuire a indurre o ad aggravare la stipsi; per esempio, al mattino, la fretta costringe spesso a rimandare la funzione fisiologica anche in presenza dello stimolo. “Ma così – ha sottolineato - viene a crearsi una sorta di abitudine a ritardare un riflesso condizionato che presto diventa circolo vizioso”.
Cerchiamo, dunque, di evitare il rischio che il disturbo diventi cronico. “Il problema della stipsi – ha aggiunto - è che essa peggiora quando diventa cronica”. Ecco perché bisogna correre ai ripari: con la stipsi non solo è fastidioso convivere, ma è anche dannoso. Meglio cercare di correggere il disturbo.
Attenzione, tuttavia, ai falsi miti e ai luoghi comuni. La stitichezza è forse il disturbo a cui più spesso siamo tentati di applicare i cosiddetti rimedi della nonna, ma il fai da te e il passa parola, spesso, ci inducono in errore. "La spesa farmaceutica in Italia per lassativi si aggira attorno ai 18 milioni di Euro (dati 2000) e soltanto nella metà dei casi la scelta del prodotti da usare è indirizzata dal consiglio del medico o del farmacista – ha precisato il prof. Gabriele Bazzocchi dell’Università di Bologna – E purtroppo, l’automedicazione basata su false credenze o dalle indicazioni di parenti e conoscenti è ancora molto diffusa. Per esempio, vi sono persone che ricorrono all’uso di lassativi e di altri metodi per 'pulire' l’intestino, cioè per motivazioni che nulla hanno a che fare con i meccanismi fisiopatologici della stipsi. Vi è poi l'abitudine sempre più frequente, alimentata dall'errata convinzione che “naturale è meglio”, di utilizzare prodotti di erboristeria piuttosto che di farmacia".
Un gruppo di Specialisti dell’apparato gastrointestinale ha sottoposto a severa critica le principali e più radicate credenze ”popolari” sulla stitichezza, restituendoci una precisa fotografia di ciò che è meglio fare in presenza di questo problema. Le conclusioni del loro lavoro, pubblicate su una importante rivista scientifica d’oltre oceano, saranno oggetto di dibattito in occasione del Simposio satellite. “Se è vero che un’adeguata quantità di fibre, di liquidi e di attività fisica ci aiutano a prevenire la stitichezza – ha chiarito il prof. Scarpignato, che è uno dei firmatari del lavoro citato - non è vero il contrario: non basta assumere fibre e fare ginnastica per guarire la stipsi cronica, spesso causata da un’alterazione della motilità del colon. In qualche caso, le fibre potrebbero addirittura aggravare la situazione. Bisogna invece assumere farmaci che stimolino per l’appunto la motilità del colon per favorire la progressione del bolo alimentare a livello intestinale”. Per questo è importante distinguere quando il disturbo è occasionale e quando è cronico.
Nella stipsi occasionale, i rimedi più indicati per risolvere il problema sono i lassativi: tant’è vero che il 34% delle persone, in Italia, ne fa uso. Tra questi, i lassativi di contatto, come bisacodile e picosolfato, sono i rimedi più indicati. “Rappresentano i farmaci ideali per risolvere la stipsi occasionale – ha affermato Scarpignato – Sono da mettere in valigia in occasione di un viaggio”.
Per chi soffre di stipsi cronica è, invece necessario cercare di modificare lo stile di vita aumentando l’attività fisica e privilegiando i cibi ricchi di fibre. “Possono essere utili anche i supplementi di fibre, specialmente quelle solubili – ha aggiunto - che sono spesso disponibili in una forma farmaceutica che ne consente un’assunzione più gradevole”. E se tutto ciò non fosse sufficiente? Allora (ma solo dopo che il medico ha escluso cause organiche), si ricorre ad un lassativo. “In questi casi – ha sottolineato scarpinato - il lassativo di contatto o stimolante può essere utile periodicamente, associato alle fibre e/o ai lassativi osmotici”. Qui, dunque, i farmaci possono avere un ruolo, ma sotto stretto consiglio medico
“In definitiva, quindi – ha concluso Scarpignato - va bene l’automedicazione per la stipsi occasionale, mentre nella stipsi cronica funzionale è il medico a dover consigliare il lassativo giusto e la sua frequenza di assunzione”.
Osteopatia Viscerale
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Branca dell’osteopatia volta a risolvere disturbi di mobilità/motilità degli organi endo-toracici ed endo-addominali.



Perché l’osteopatia viscerale


Molti sono a conoscenza dell’utilità dell’osteopatia nella risoluzione di disturbi muscolari e articolari, in particolare del collo e della schiena. Molti però non sanno che buona parte di questi disturbi sono dovuti ad un’alterazione posturale, causata da una tensione anomala degli organi interni, spesso latente e non conclamata.
Indicazioni di trattamento
I disturbi viscerali per cui l’osteopatia si considera utile mediante il proprio trattamento sono:
• Stitichezza
• Colon irritabile
• Ptosi renale
• Ptosi della vescica
• Incontinenza urinaria
• Aerofagia
• Aderenze cicatriziali
• Esiti di pleurite
• Esiti di bronchite
• Ernia iatale
• Reflusso gastro-esofageo
• etc.
 
I Visceri


Per visceri si fa riferimento agli organi addominali e toracici, e alle membrane connettivali che li avvolgono (spesso dette capsule). Essi sono ancorati direttamente o indirettamente allo scheletro del tronco mediante il tessuto connettivo (legamenti e fasce); quando questo si muove insieme alla colonna vertebrale, i visceri lo seguono, vincolati come sono ad esso, e ne permettono  i corretti movimenti. Quando invece si presenta una restrizione di mobilità, l’organo  mette in tensione la propria struttura connettivale che lo inserisce allo scheletro, impedendo un corretto movimento della colonna vertebrale. Gli organi altresì, sono costantemente messi in movimento dalla dinamica diaframmatica ad ogni atto respiratorio e quindi ne influenzano il meccanismo e a loro volta ne vengono influenzati.



Mobilità e motilità viscerale


Gli organi si muovono. È proprio così sono dotati mobilità: sotto la spinta meccanica del diaframma gli organi addominali e toracici subiscono delle compressioni, una sorta di “effetto pompa”, che sono notevolmente benefiche per la salute degli organi stessi. Il diaframma infatti, ad ogni atto inspiratorio ed espiratorio spinge gli organi addominali, direttamente e indirettamente collegati ad esso,  in basso, e li “ritira” verso l’alto durante ogni fase espiratoria. D’ altro canto ogni organo è dotato di una propria mobilità intrinseca detta motilità generata dalla memoria del movimento cellulare embriologico. In pratica questo movimento continua a ripetersi incessantemente durante tutta la vita in modo ritmico e se armonico è  sinonimo di una buona vitalità dell’organo considerato.

Restrizioni di mobilità


In osteopatia si dice: il corpo aderisce alla lesione. Questo vuol dire che se, ad esempio, ho una tensione in qualche area dell’addome, tenderò a piegarmi su quell’area in una posizione di protezione, che viene detta appunto postura antalgica. Il corpo si avvolge intorno all’area tesa. Se questa postura permane nel tempo oltre un certo periodo, le strutture miofasciali si adattano a questa nuova situazione, creando una  “restrizione” di mobilità che porta a delle limitazioni nei movimenti opposti. Esempio classico è quello delle posture che assumono i pazienti affetti da esofagite da reflusso o ernia iatale, che presentano una postura in chiusura anteriore con associato un incurvamento in avanti delle spalle: ciò comporta una impossibilità nel mantenere una posizione eretta e a un sovraccarico dell’area dorsale con presenza di dolore.
Sono stati studiati e sono in via di sperimentazione gli effetti che alcune intolleranze alimentari possono creare sulla postura generando modificazioni posturali come nelle scoliosi.

Qual’ è  la causa delle restrizioni?

Ciò può accadere per diverse motivazioni.
Esiti di interventi chirurgici. Può accadere che le cicatrici non guariscano in modo ottimale, portando alla presenza di aderenze anche profonde, che spesso non vengono notate; infatti nel punto dove viene fatta un incisione non è solo la pelle ad essere tagliata, più tessuti in profondità vengono coinvolti (il corpo è costituito di strati di tessuti sovrapposti: la pelle, il grasso, la fascia connettivale, i muscoli, gli organi, ecc.), e spesso accade  che su un altro strato si vengano a creare delle aree di tensione importanti, spesso sottovalutate.



Infezioni da batteri o virus. Possono danneggiare gli organi che vanno a coinvolgere, in particolare la loro membrana di rivestimento; lo si può notare quando durante il trattamento viscerale la persona riprova le stesse sensazioni che ha avuto durante la malattia, ma ricevendone in seguito notevole sollievo.
Traumi. Nei colpi di frusta, per esempio, gli organi detti “pieni” come il fegato o i reni, subiscono delle forze di pressione tali da creare delle restrizioni o peggio fissazioni, che come detto possono creare disturbi nell’organo nella sua fisiologia, e che si ripercuotono sui normali movimenti globali del corpo.

Tecniche specializzate


Le tecniche che si utilizzano in osteo
patia viscerale sono diverse nei principi dalle altre tecniche usate negli altri approcci. Le forze che vengono applicate sono spesso lievi e completamente differenti.
Si va dalle tecniche di drenaggio/pompaggio emo-linfatico, per migliorare il deflusso del sangue venoso e della linfa in organi come il fegato e la milza quando questi sono in uno stato di congestione.
Tecniche di stiramento: quando troviamo un organo cavo, come ad esempio l’intestino, che presenta spasmo della sua parete, e aderenze tra i foglietti peritoneali in seguito a stati come l’irritabilità, la stipsi.



Tecniche di rilascio fasciale: utili per permettere un approccio in una situazione di maggiore dolorabilità, in situazioni in cui le membrane che avvolgono il viscere risultano molto tese, o per  trattare delle cicatrici che presentano aderenze.   
Tecniche di recoil: sono tecniche che attraverso l’utilizzo di forze elastiche, permettono ai visceri di riacquisire la loro normale mobilità in seguito a un trauma da contraccolpo, come accade nei colpi di frusta, o nelle cadute.

Un esempio di approccio viscerale
Il nostro intestino tenue è lungo dai 5 agli 8 metri, ed è ripiegato in anse più volte e sostenuto da una membrana connettivale chiamata mesentere. Questa membrana, come una tendina più volte ripiegata della lunghezza di circa 15-17 cm, origina dalla flessura duodeno-digiunale, è detta radice del mesentere e corrisponde alla linea lungo la quale il mesentere si inserisce sulla parete posteriore dell'addome. Inizia sul lato sinistro del corpo del¬la 2a vertebra lombare e da qui discende obli¬quamente in basso e verso destra, fino a termi¬nare nella fossa iliaca destra nella valvola ileo-cecale, dinanzi all'artico¬lazione sacroiliaca.
La tensione sulla radice del mesentere che può essere consecutiva a una ptosi intestinale, postumi di appendicectomia, chirurgia del tenue, e anche a disturbi di natura psicosomatica, determina una rotazione del tratto lombare e porta a una fissazione dell’articolazione sacro-iliaca destra. In Osteopatia Viscerale si dimostra come la manipolazione di questa radice migliora notevolmente la mobilità del tratto lombo-sacrale, riducendo i sintomi che compaiono in questa zona, e migliorando anche l’assetto posturale della colonna vertebrale.

Alimenti utili
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Bere 1 bicchiere di acqua tiepida, al mattino prima di colazione, può stimolare l’attività intestinale.

Bere molta acqua fuori dei pasti: almeno 2 litro di acqua/die,

Consumare i pasti senza fretta e soprattutto a intervalli regolari, evitare di saltare la colazione: anzì, la colazione deve essere abbondante e consumata con tranquillità,

Avena o cereali integrali a colazione,

Farro in chicchi o pane fatto con farina di farro,

Crusca (senza esagerare),

Semi di lino,

Prugne secche: in caso di stitichezza ostinata, si consiglia di immergere le prugne  la sera in un bicchiere d’acqua, consumandole poi al risveglio insieme al liquido residuo e ad un cucchiaio di miele),

Kiwi maturi,

Frutta fresca cruda, pere, uva, pesche, ciliege, prugne, fichi,

Frutta cotta: mele, pere…

Fichi secchi,

Insalata, finocchio, melanzane,

Passati di verdura, minestroni di verdure,Verdure cotte, carote, fagiolini, zucchine, carciofi, spinaci, cavoli, rape, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiore.Carote,Legumi freschi in genere,

Formaggi freschi,Latticini/yogurt probiotici di ultima generazione (activia, Kyr…)

Pane integrale, favorire tutti i prodotti integrali (pasta, riso…),

La liquirizia,

Fare attività fisica costante: per vincere la stitichezza, bisogna fare del movimento regolare, in modo continuo: una passeggiata tutti i giorni, a passo svelto di 30 – 45 minuti (bisogna trovare del tempo per dedicarlo a sé stessi).
L’esercizio fisico migliora il tono muscolare e facilita la peristalsi intestinale. La tonicità dei muscoli addominali e perineali favorisce l’aumento della pressione intraddominale durante la defecazione. La sedentarietà, al contrario conduce ad un indebolimento e ad una perdita di funzionalità del diaframma e dei muscoli che costituiscono la parete addominale, impedendogli di produrre un aumento pressorio adeguato all’attività defecatoria.
Il semplice atto di camminare, al contrario, favorisce l’attivazione di un riflesso automatico che produce contrazioni del colon atte a spingere il materiale fecale verso l’ano. Il ruolo dell’attività fisica è avvalorato anche dalla constatazione che molte persone costrette a letto o all’immobilità prolungata soffrono spesso di stitichezza.

medicina cinese

La medicina cinese distingue due tipi di stitichezza: da vuoto e da pieno di energia.

La prima è tipica di chi si sente bene anche se indossa cinture e abiti aderenti, la seconda di chi non sopporta costrizioni al girovita. Pigrizia intestinale e gonfiore, tipici della forma da vuoto energetico, si attenuano con l'automassaggio sui punti del grosso intestino. Quello che si trova tra pollice e indice è molto utile se la stipsi dà mal di testa. Da bere, un decotto di Schisandra chinensis , sotto forma di semi a forma di sferette scure (Famiglia delle Schisandracee - il nome significa "seme dei cinque aromi" - e' una pianta rampicante legnosa, i frutti sono delle bacche che quando maturano sono di colore rosso. E' originaria della Cina settentrionale, nord orientale e delle regioni confinanti con la Russia e la Corea) Si fa bollire un litro d'acqua con 10 grammi di pianta finché si riduce a metà, si filtra e si beve una tazza prima di dormire. La stipsi da pieno energetico, tipica di chi è ansioso, si combatte con il tuina (micro massaggio) sul punto situato sulla parte superiore del piede destro , nella V tra le ossa che portano all'alluce e al secondo dito. È efficace e facile da imparare - i punti indicati vanno stimolati più volte al giorno con piccoli movimenti circolari del pollice e con una certa pressione, da mantenere per qualche minuto. Utili due compresse la sera di bupleurum , una pianta che regolarizza l' intestino .
Ecco uno dei METODI SICURI per Vincere la STITICHEZZA CRONICA in modo NATURALE con la DIETA SENZA MUCO.

Trattamento della stitichezza

Le armi per sconfiggere la stitichezza sono alimentazione, attività fisica, cambiamento delle abitudini, farmaci (NdR: non di sintesi). L' alimentazione è di certo il primo fattore da modificare per combattere la stitichezza. La dieta deve essere ricca di fibre, soprattutto di verdura e frutta. Sostituire ogni tanto la pasta e il pane raffinati con cereali integrali (frumento e farro in chicchi, pane integrale o pane fatto con farina di farro o kamut), meglio sostituire il frumento con orzo in grani, pane di orzo, "frise" di orzo, germogli di orzo. Consumare i pasti senza fretta e soprattutto a intervalli regolari, evitare di saltare la colazione ma prendersi il tempo per fare una colazione abbondante e consumata in tranquillità. Gli alimenti ricchi di fermenti lattici, come lo yogurt possono aiutare, se assunti quotidianamente, a ripristinare la flora batterica intestinale. - vedi Batteri autoctoni Ricordiamo che le alterazioni degli enzimi , della flora , del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano la salute, non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

L'attività fisica è un fattore fondamentale . È stato dimostrato inequivocabilmente che i soggetti che praticano attività fisica vanno di corpo più spesso di quelli sedentari. E naturalmente soffrono meno di stitichezza. L'attività fisica non deve essere troppo blanda, ma almeno di media intensità: non basta camminare 20 minuti al giorno, bisognerebbe farlo per un'ora, oppure praticare attività più intense per 30 minuti (nuoto, bicicletta, corsa, ecc.).


L' aspetto psicologico spesso è determinante nel problema stitichezza. Stress , ansia, stimoli emozionali, paura ed aggressività repressa sono in grado di alterare la motilità gastrica ed intestinale. Probabilmente la fretta e lo stress sono i fattori che maggiormente predispongono alla stitichezza. Chi soffre di questo disturbo dovrebbe analizzare la sua situazione emotiva e psicologica e cercare di capire se sia il caso di dedicare più tempo alla cura del proprio corpo, funzione intestinale inclusa.

Effetti del trattamento manipolativo osteopatico nella stipsi

Effects of Osteopathic Manipulative Treatment on Constipation.Tesi di: De Vecchi Alessio, Dominoni Alberto, Scalabrini Daniele, Porro MatteoRelatore: Chiantello Marco DO MROI2010-2011Riassunto
Lo scopo di questo studio è quello di verificare l’efficacia del trattamento osteopatico in pazienti affetti da stitichezza.
Lo studio è stato effettuato su 17 donne di età compresa tra i 25 e 50 anni e la valutazione è stata effettuata tramite una scala validata CAS (constipation assesment scale).Il test iniziale è stato riproposto alle pazienti dopo 30gg senza aver effettuato nessun trattamento e successivamente fatto ricompilare a distanza di 15gg dei trattamenti effettuati.
Il valore medio delle pazienti trattate è rimasto pressoché invariato nei primi 30gg senza aver effettuato nessun trattamento: valore iniziale (media 8,941176- dev s 2,461468 ), 30gg(media 9,058824 – dev s 1,951621).
15 gg dopo il primo trattamento il valore medio è stato 8,29411765 con dev s 2,33892886 mentre 15gg dopo il secondo trattamento la media ottenuta è stata 8,117647 con dev s 2,288077.
Il miglioramento più significativo si è evidenziato nei punti 2- 3 – 8 della CAS.
I dati raccolti dimostrano che il trattamento manipolativo osteopatico può essere considerato un efficace strumento complementare nel trattamento della stipsi sebbene necessiti di ulteriori indagini.

 

http://www.soma-osteopatia.it/ricerca/tesi/osteopatia-versus-fisioterapia-nel-dolore-malato-parkinson-2/

Patrice Malaval