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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
Strutture fasciali
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Le fasce sono delle strutture anatomiche molto importanti, basti pensare che legamenti, ossa, cartilagini, aponeurosi, membrane ecc… hanno la stessa derivazione embriologica (stessa derivazione nel momento in
cui si forma il feto nell’utero che poi sviluppa e diventa un essere vivente) e tutto questo disegna quasi per intero le fasce e il tessuto connettivo.

Quindi appare evidente come le fasce siano delle strutture anatomiche che si continuano per tutto il corpo senza interrompersi mai andando dalla testa ai piedi e anche dall’interno del corpo all’esterno. In nessuna zone ce interruzione nella fascia, è lei stessa che prende aderenza sulle strutture ossee per poter svolgere correttamente il suo dovere. Quindi la fascia è presente in tutto il corpo e non solo ricopre ogni struttura, muscolo, organo, nervi, vasi ecc…

ma si insinua all’interno di questa per formare la sua matrice ed il suo sostegno.
Grazie alla sua onnipresenza la fascia svolge il ruolo fondamentale nella fisiologia umana esprimendosi secondo numerose caratteristiche: mantenimento della postura, contenimento degli organi garantendo la loro forma e la loro integrità anatomica, contenzione di un sistema muscolare che potrà prendere appoggio su di esso e sviluppare tutta la sua efficacia.

Permette lo scambio tra lo spazio intra ed extra cellulare. Costituirà inoltre le vie di trasmissione
delle forze che permetteranno di coordinare e di mettere un corpo in movimento, vie di trasmissione che si raggrupperanno in catene fasciali che possono trasformarsi in catene lesionali. Infine svolge un ruolo negli scambi e nelle difese ammortizzando i traumi e proteggendo contro gli chocs. La fascia ha una memoria cellulare che mantiene i movimenti ritmici del corpo conservando una
certa motilità.

Turbe traumatiche, discorsive, metaboliche ecc… possono influenzare negativamente la funzione o le funzioni della fascia che entro un certo grado di disturbo è capace di correggersi autonomamente ma oltre quel
livello non sarà più ingrado di affrontare la situazione lesionale dando origine ad un processo patologico, o degenerativo. È questa la motilità che la mano dell’osteopata potrà percepire e grazie alle tecniche fasciali specifiche si può aiutare la fascia a dissipare i suoi stress e di conseguenza ritrovare una normale fisiologia.

 

Nello specifico esistono poi terapie manuali fasciali che si inseriscono in un approccio complessivo qual è quello dell’ osteopatia, e sono la Terapia Cranio-Sacrale e la Manipolazione Viscerale. Queste sono tecniche innovative che si basano su evidenze scientifiche fornite da studi anatomo-fisiologici effettuati sui tessuti connettivi e fasciali che hanno dimostrato la capacità delle terapie manuali di rimodellare il connettivo stesso.

E. Johanson ed altri studiosi dimostrano la possibilità di modificare anche il tono muscolare in seguito al trattamento di strutture connettivali come i legamenti e le aponeurosi. Questo grazie alla plasticità e alle connessioni del tessuto fasciale con il sistema nervoso autonomo.La Terapia Cranio-Sacrale si basa sul riequilibrio delle membrane intracraniche (anch’esse strutture fasciali) che appartengono al sistema meningeo costituente una parte del sistema Cranio-sacrale; questo è un sistema fisiologico la cui esistenza anatomica è stata dimostrata per la prima volta dalla Michigan State University fra i l1972 e il 1976, poi confermata da altri studi in tutto il mondo.

Questa terapia è stata sviluppata proprio da un gruppo di ricercatori (di cui medici, osteopati, biofisici e bioingegneri), che per primi dimostrarono l’esistenza del sistema cranio-sacrale proprio in ambito accademico (Michigan state University). Attualmente la terapia cranio-sacrale è praticata in tutto il mondo con numerosissime testimonianze di efficacia.

Le terapie manuali fasciali, come accennato all’inizio, riguardano non solo la miofascia e i tessuti che rivestono il sistema nervoso centrale, ma anche le fasce e i legamenti viscerali, ed è in questo contesto che viene applicata la Terapia Manuale Viscerale (esistono studi di J. P. Barral e Mercier in cui si dimostra l’efficacia di tale trattamento sui visceri e i loro legamenti).

 

Con la terapia manuale fasciale il terapista è in grado di individuare, tramite dei test di ascolto manuale, il fulcro di maggior tensione nel corpo, e applicando le tecniche più adatte alla struttura coinvolta, di risolvere il problema all’origine.

Patrice Malaval