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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
Tensore fascia lata
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Origina dalla spina iliaca antero-superiore e dall'estremità anteriore della cresta iliaca. I suoi fasci muscolari, che decorrono lateralmente rispetto allo scheletro della coscia, si inseriscono in un lungo tendine che si fonde con la fascia lata formando un ispessimento, detto tratto ileotibiale. Quest'ultimo prosegue in basso inserendosi al condilo laterale della tibia, più precisamente alla prominenza palpabile nota come "tubercolo del Gerdy"( Tubercolo di Gerdy è l'area in cui la band ileotibiale e fascia lata vanno nella tibia. La funzione prende il nome di Pierre Nicolas Gerdy, il chirurgo francese del 19 ° secolo che per primo la descrisse).

Funzioni

 Il tensore è un muscolo flessore, abduttore e rotatore interno dell'anca; tendendo la porzione laterale della fascia lata, flette la coscia sul bacino, la abduce e la ruota internamente.È anche uno stabilizzatore del ginocchio quando questo è esteso, a ginocchio piegato esso è in grado di fletterlo e ruotarlo esternamente. Quando prende punto fisso sulla fascia e sul condilo tibiale, inclina il bacino dal proprio lato.Inoltre stabilizza il corpo quando, nella deambulazione e nelle corse, poggia su un solo arto, quindi è importante nella stazione eretta asimmetrica, poiché è un potente stabilizzatore del bacino insieme alla muscolatura glutea.La guaina di bre di collagene di cui e composta la fascia, trasmette informazioni concernenti la contrazione sinergicamente da un muscolo all'altroin un segmento piu distale. Per cui, la fascia sia deve adattarsi alle contrazioni muscolari, che ha funzione di trasmissione delle forze generate dai muscoli.Le espansioni tendinee presenti nella fascia risultano avere una doppia funzione: e ettuano una trazione prossimale della fascia crurale, portando informazioni ai muscoli bassi della gamba riguardo la contrazione dei muscoli della gamba; ricevono la trazione dai muscoli inferiori della gamba in maniera tale da poter sincronizzare l'attivita tra i due segmenti. Trazioni, in direzioni prossimali, aiutano la coordinazione e l'adattamento di contrazioni statiche di muscoli dell'arto inferiore a variazioni di postura del tronco.

Innervazione

Il muscolo tensore della fascia lata è innervato dal nervo gluteo superiore (L4, L5, S1).

Sindrome della Banda Ileotibiale
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La sindrome della bandelletta ileotibiale, conosciuta anche come “ginocchio del corridore”, consiste in un processo infiammazione della zona ileotibiale che è situata nella fascia laterale del femore e riveste i muscoli della coscia.

LE CAUSE

Come già anticipato, la causa scatenante della bandelletta ileotibiale risiede nel sovraccarico sui muscoli delle gambe che può manifestarsi per:

FATTORI ANATOMICI

– ginocchio varo (le classiche gambe a parentesi)

– varismo della tibia

– piede pronato

– epicondilo femorale pronunciato

– sovrappeso (molto spesso è sottostimato, ma negli atleti risulta essere un fattore molto importante perché è legato all’aumento della massa muscolare).

FATTORI SPORTIVI

– corsa su piani inclinati

– lunghi percorsi

– corsa su piani dove si alternano discese e salite

– allenamenti intensi in periodi molto brevi

– intensificazione e cambiamento degli allenamenti.

 I SINTOMI

La sindrome del ginocchio del corridore si manifesta attraverso un dolore continuo, non acuto, che è localizzato nella zona laterale/esterna del ginocchio; il dolore tende ad aumentare quando si piega il ginocchio e il livello massimo di dolore si raggiunge con un piegamento di 30°.

In questa patologia, il dolore al ginocchio esterno inizia a manifestarsi dopo un periodo iniziale di allenamento intensivo e poi tende a diminuire quando si tiene l’arto a riposo.

 I RIMEDI

II rimedi per guarire dalla sindrome della baldelletta tibiale variano in base al livello di gravità della patologia e alla tipologia di paziente. Per alleviare il dolore causato dall’ infiammazione dell’articolazione, è consigliato l’utilizzo di antidolorifici.Nel momento in cui si manifestano i primi sintomi, per gli sportivi è consigliato diminuire i km e la durata degli allenamenti; inoltre sono consigliate delle sedute di Crioterapia (per circa 20 giorni) dove viene impiegato l’utilizzo del ghiaccio per 10-15 minuti sulla parte dolorante subito dopo la corsa e anche durante il corso della giornata.

Nei pazienti in cui i sintomi tendono a peggiorare è necessario:

– lo stop degli allenamenti

– effettuare delle infiltrazioni

– sedute di ultrasuoni

– sedute di Laserterapia

– esercizi di Stretchin

.– sedute di Tecarterapia (la Tecarterapia è una terapia innovativa che consiste in un’attivazione energetica del corpo del paziente che viene stimolata direttamente dall’interno del tessuto biologico. Secondo questa terapia, ogni patologia che colpisce le ossa, le articolazioni e i muscoli, tende a rallentare quei processi che dovrebbero riparare il danno subito.)

– sedute di Ionoforesi (la Ionoforesi è una tecnica specifica che rientra nell’ambito delle elettroterapie e  consiste nella somministrazione di un farmaco per via transcutanea attraverso lo sfruttamento di una corrente continua che viene prodotta da uno strumento specifico).

- La riprogrammazione posturale RPG che aiuta una corretta riacquisizione della postura fisiologica e limita il varismo.

- Il massaggio trasverso profondo.

- Il kinesiotaping che detende la fascia lata.

Infine, nei casi molto gravirichiesto l’intervento chirurgico a cui segue una terapia riabilitativa del ginocchio e un potenziamento dei muscoli che lo supportano, ovvero il  quadricipite, i muscoli dei glutei, interno ed esterno coscia

Stretching Del Muscolo Ileo-Tibiale
Patrice Malaval