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Osteopata D.O Paris
Kinesitherapeute
Patrice Malaval
 
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Le tecniche di manipolazione esistono fin dall'antichità e si ritrovano in diverse forme di medicina.

La specificità della medicina osteopatica risiede nel concetto e nella filosofia con la quale queste manipolazioni sono effettuate.
Il giusto "thrust", cioè quello correttivo e non doloroso, dipende dalla corretta scelta dei seguenti parametri: forza, direzione della forza, punto di applicazione della forza, velocità, amplitudine, punto d'appoggio, pressione, trazione, compressione, stabilizzazione del segmento, fase respiratoria, leva, momento, fulcro, inizio e arresto, e stato di rilassamento del paziente e dell'operatore.

Per eseguire correttamente queste tecniche, bisogna posizionare l’articolazione del paziente vicino al limite di movimento ed eseguire una rotazione o una trazione passiva ad alta velocità, ma di piccola ampiezza.
Nell’ambito dell’osteopatia, le manipolazioni sono effettuate all’interno del range articolare fisiologico, non si deve mai lussare o sublussare una vertebra, queste sono tecniche ortopediche che devono essere eseguite da medici ortopedici specializzati.

La manipolazione ad alta velocità e a bassa amplitudine (H.V.T. - High Velocity Technique) ha lo scopo di portare la mobilità dell'articolazione oltre la barriera motrice, ottenendo così una immediata liberazione dell'articolazione e del suo movimento. 

 Il thrust è utilizzato perché produce effetti neurofisiologici importanti, questo stimolo rapido distende la capsula articolare e allontana le faccette articolari, in questo modo attiva i corpuscoli di Pacini.
I corpuscoli di Pacini sono una parte del sistema nervoso e inviano al midollo spinale il segnale di inibire i motoneuroni, cioé i fasci di nervi che causano la contrazione del muscolo.
Il segnale provoca il rilassamento del muscolo e il termine dello spasmo.

 Consiste dunque per il rachide, quando lo stato di questo lo permette e lo richiede, nell’eseguire dei movimenti di rotazione, di latero-flessione, di flessione o di estensione, isolati o combinati, a livello del segmento vertebrale scelto” (R. Maigne).

La manipolazione è quindi un gesto medico terapeutico, per cui le sue indicazioni e controindicazioni devono essere definite preventivamente per mezzo di un esame anamnestico ed obbiettivo generale e particolare del paziente. Tale esame deve portare a una diagnosi che ne preciserà l’indicazione o meno, il tipo di manovre da eseguire, le coordinate di queste manovre, il tipo, il numero e la frequenza di sedute da eseguire, cioè una “diagnosi di trattamento”.

Effetti

Gli effetti della manipolazione vertebrale osteopatica sono:


- Eliminare gli spasmi muscolari,

- Rimettere in asse le faccette articolari per permettere uno scorrimento corretto delle vertebre tra loro,

- Ripristinare il normale flusso sanguigno,

- Ristabilire la soglia del dolore precedente.

Corpuscolo di Pacini
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Recettore epidermico specializzato per la pressione. I corpuscoli di Pacini (e quelli di Golgi e Mazzoni, che ne sono variazioni funzionali) hanno porzioni recettoriali prive di ramificazioni e incluse nel tessuto sottocutaneo; hanno una sensibilità molto elevata per le deformazioni della cute, specie se derivanti da stimoli in movimento; sono anche sensibili a stimoli remoti, con conseguente allargamento dell’area recettiva, che porta all’inclusione di un numero non trascurabile di recettori, a danno della possibilità di localizzazione degli stimoli. Sono recettori ad adattamento rapido, ossia scaricano molto all’inizio della stimolazione, ma la frequenza di attivazione si riduce rapidamente, o cessa del tutto, quando la stimolazione si prolunga con la stessa intensità.
 
Patrice Malaval